La sua specialità era quella di adescare i clienti e poi rapinarli. Da alcune informazioni raccolte sembra che nella rete di una prostituta di 27 anni originaria di Anagni sarebbero finite diverse persone. La donna si faceva forte del fatto che gli uomini che le chiedevano una prestazione sessuale erano quasi tutti sposati con famiglia alle spalle. Quindi quando armata di taglierino li rapinava, era certa che non sarebbero andati a denunciarla. La paura che le rispettive mogli potessero venire a conoscenza di quei rapporti extraconiugali consumati con le prostitute, li inducevano a stare zitti ed a non rivolgersi alle forze dell’ordine. Così la meretrice, ogni volta che ne aveva l’occasione, ripuliva il portafogli del cliente di turno.
Tra l’altro sembra che la donna “lavorasse” in totale autonomia senza protettori alle spalle. Quindi l’incasso della serata non doveva dividerlo con nessuno. Sovente i rapporti sessuali avvenivano nella sua abitazione o nella sua vettura. L’ultima volta però (stiamo parlando di circa un anno fa) che ha messo in atto l’azione criminosa è finita molto male. Dopo aver consumato un rapporto sessuale, e con il solito modus operandi, vale a dire armata di taglierino ha messo in atto l’ennesima rapina, è stata denunciata dal cliente al quale si era fatta consegnare 200 euro. Praticamente tutti i soldi che l’uomo teneva nel portafogli. A seguito di tale fatto la prostituta anagnina è stata denunciata per il reato di rapina. Ovviamente non è stato possibile denunciarla per adescamento perché non sarebbe stata sorpresa nella flagranza di reato. Nei giorni scorsi il pubblico ministero alla luce degli elementi raccolti ha chiesto il suo rinvio a giudizio. La meretrice, che respinge tutte le accuse, è rappresentata dall’avvocato Antonio Ceccani. Spetterà adesso al legale difensore smontare tutto il castello accusatorio nei confronti della sua assistita. Mar.Ming.
