(di Cesidio Vano) A fine dello scorso mese di Maggio, la Giunta regionale del Lazio guidata dal presidente Francesco Rocca, ha approvato la proposta di delibera con cui si stabilisce il fabbisogno di posti letto negli ospedali della regione. Lo schema deliberativo è ora al vaglio della VII commissione regionale (Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare) che ha fissato al prossimo 20 giugno il termine per formulare osservazioni al documento da parte dei soggetti interessati.
La delibera della Giunta prevede un rapporto di 5 posti letto ogni mille abitanti (aziendali, accreditati e autorizzati). Tenendo conto della popolazione della regione, stimata in 5.714.882 abitanti (secondo i dati Istat al primo gennaio 2022), il fabbisogno totale di posti letto è quindi di 28.574. Attualmente, secondo la ricognizione condotta dagli uffici della Regione, i posti letto già attivi nel Lazio sono, in totale, 25.631, per cui i nuovi posti letti, necessari ad adeguare l’offerta sanitaria allo standard deciso, saranno pari a 2.943, divisi tra tutte le Asl della regione (sempre in considerazione del rapporto 5 a 1.000) e ripartiti per Aree funzionali omogenee (ovvero raggruppamenti di discipline mediche omogenee, quali: Medicina, Chirurgia, Critica, Lungodegenza, Riabilitazione). Per la Asl di Frosinone, attualmente i posti letto disponibili – aziendali, accreditati e autorizzati – sono pari a 1.553 (di cui: 695 area Medica, 387 area Chirurgia, 64 area Critica, 147 area Lungodegenza, 260 area Riabilitazione). La nuova delibera regionale prevede un incremento totale e complessivo per la provincia di Frosinone di 178 nuovi posti letto che porteranno quindi a 1.731 i poti totali (rispetto ai precedenti 1.553) e, rispetto alle varie aree si avrà la seguente situazione: 775 posti letto per l’area Medica, 431 per l’area Chirurgia, 71 per l’area Critica, 164 per l’area Lungodegenza, 290 per l’area Riabilitazione. Dalla Commissione regionale sanità, nel frattempo, sottolineano come “la valutazione sia stata quella di incrementare il valore di partenza dei posti letto, nel numero di sette per mille, fino a cinque per mille con il ricorso alle imprese operanti nel settore. Da 25 mila circa a oltre 28 mila è l’incremento che si avrà in base alle previsioni di questo documento, espresso in numeri assoluti, e i nuovi posti letto verranno distribuiti in modo proporzionale tra le aziende sanitarie locali”. Va anche detto che, in attesa dell’adozione di questo provvedimento, le nuove richieste di accreditamento sono state respinte, per non creare situazioni di disparità. “Negli ultimi due o tre mesi queste risposte negative sono state almeno dieci – dicono dalla regione -. Ovviamente gli operatori avranno la possibilità di presentare di nuovo l’istanza di accreditamento respinta. Obiettivo complessivo resta sempre quello di contrastare la mobilità passiva in campo sanitario, attuando il criterio guida della prossimità dei servizi”. La necessità di aggiornare i lavori e attendere le osservazioni è sorta in conseguenza delle numerose esigenze di approfondimento espresse dai consiglieri presenti in commissione per quanto riguarda i numeri esposti nel documento, approfondimento da effettuarsi sulla base del fabbisogno dei territori. Perplessità sono state espresse anche sull’effettivo controllo da parte della Direzione sulla totalità delle istanze presentate. Da parte sua, la Direzione responsabile ha risposto che “i numeri scaturiscono dalla programmazione ospedaliera e che quindi già tengono conto dei bisogni dei territori, che rappresentano sempre il criterio guida di questa operazione. Bisogna inoltre sempre tenere ben presente la distinzione tra la situazione degli autorizzati e quella degli accreditati, che è quanto si intende avviare a soluzione proprio con questo provvedimento”.
