Evviva il ciclismo, che alle tante glorie nazioni da qualche giorno può annoverare anche quello di aver “risanato” la viabilità sulla superstrada cosiddetta a “scorrimento veloce” (sic!) Sora-Cassino, grazie al passaggio del Giro d’Italia, edizione 2024.
Infatti, come le polemiche del momento hanno ricordato, le strade della Media Valle del Liri e della Valle di Comino sono talmente malmesse che la ‘carovana rosa’ ha dovuto ripiegare – per attraversare queste terre – sulla superstrada, ampiamente e celermente asfaltata a nuovo per l’occasione, facendo quello che per oltre 20 anni la gestione “ordinaria” non era riuscita a fare e ponendo così a quello stato di emergenza, dovuto al pessimo mando stradale (pieno di dossi e avvallamenti dovuti all’usura dell’asfalto), che aveva imposto il limite (assurdo) dei 50 km/h. Limite – come abbiamo ampiamente già detto e dimostrato – non rispettato da nessuno, nemmeno i mezzi dell’Anas, ente che gestisce la strada, e – a guardare le tabelle cronologiche e delle velocità del giro d’Italia – neanche dai team ciclistici. Dallo scorso 13 giugno, allora, come disposto dall’Anas, sulla superstrada sono scomparsi i segnali di limite 50 km/h e apparsi quelli dei 70. Ora resta da capire se verranno ripristinati anche gli unici due tratti che consentivano di sorpassare tra Vicalvi e Broccostella. Per adesso resta il divieto, anche perché, se l’asfalto è nuovo, manca tutta la segnaletica orizzontale. Un divieto lungo 40 chilometri, ma almeno ora si può spingere il tachimetro fino ai 70. Cesidio Vano
