Alvito – Morte maresciallo Pulsinelli, disposta l’autopsia. Aperto un fascicolo per omicidio stradale

Cesidio Vano
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Alla guida della sua Suzuki 600, stava percorrendo la strada provinciale 83 Marsicana, all’altezza di Opi, quando ha perso il controllo del mezzo ed è finito con l’imbattere violentemente contro un muretto in pietra di un’abitazione, perdendo la vita. Luca Pulsinelli, 50 anni tra pochi mesi, maresciallo comandante della stazione dei Carabinieri forestali di Villetta Barrea, è deceduto nella prima serata di ieri a causa delle ferite riportare nell’incidente. Nonostante, infatti, l’immediato intervento di un’ambulanza del 118, giunta dall’ospedale di Castel Di Sangro, e i tentativi disperati di rianimarlo, il cuore del cinquantenne ha smesso di battere poco dopo. Luca Pulsinelli, originario di Alvito ma residente a San Donato Val di Comino, lascia la moglie e una bambina.

Sul lungo del sinistro sono intervenuti i carabinieri della stazione di Pescasseroli per i rilievi tecnici e anche il sindaco di Opi Antonio Di Santo. Da una prima sommaria ricostruzione effettuata dai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, agli ordini del capitano Giuseppe Testa, è risultato che il maresciallo Pulsinelli, da Villetta Barrea stava rientrando a casa. L’esatta dinamica e le cause dell’incidente mortale sono al vaglio degli inquirenti. Fonti giornalistiche abruzzesi riportano la notizia della presenza – riferita da alcuni automobilisti sentiti dai carabinieri come testimoni – di due ciclisti lungo il percorso della moto e dell’ipotesi – perché tale deve essere ritenuta al momento – che il sinistro possa essere la conseguenza del tentativo di schivarli. Per questo motivo la Procura della repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per omicidio stradale. È stato disposto l’espletamento dell’esame autoptico, anche per questo – su disposizione del magistrato di turno -, la salma è stata trasferita presso l’ospedale dell’Aquila, mentre è stata parimenti posta sotto sequestro la moto e nelle prossime ore potrebbe essere ordinata per una perizia sia sul veicolo sia per stabilire ed analizzare le condizioni dell’asfalto e la velocità della moto. L’improvvisa scomparsa del 50enne ha gettato in un dolore indescrivibile la moglie, i genitori, la sorella e tutti i parenti. Ad Alvito, la famiglia Pulsinelli è molto conosciuta e stimata (il padre, Nicola, oltre che maestro elementare per generazioni di alvitani, è stato negli anni ’70 e ’80 amministratore comunale e sindaco). Grande cordoglio anche a San Donato – dove, come detto, il maresciallo viveva con la moglie, insegnante ad Alvito, e la figlia – e a Villetta Barrea, dove lavorava. La notizia della morte ha destato molta commozione tra i tanti amici e i colleghi di lavoro, ora tutti uniti al dolore dei familiari. Per diversi anni, Pulsinelli ha svolto servizio anche presso la stazione della forestale di Picinisco. Amici, conoscenti e colleghi, increduli di quanto è accaduto, lo descrivono come un uomo che aveva scelto di dedicare la sua vita al servizio degli altri e della natura, con professionalità e dedizione al lavoro. Cesidio Vano Luca era mio amico. Siamo cresciuti assieme dall’asilo ai primi anni di università a Cassino, anche se in facoltà diverse: lui Ingegneria, io Filosofia. Poi abbiamo scelto per altre strade: lui la divisa del corpo forestale, io penna e taccuino per diventare giornalista professionista. Da bambini, abitavamo a 50 metri di distanza. Ricordo i caldissimi pomeriggi d’estate quando lo andavo a chiamare, urlando “Lucaaaa!” sotto il balcone per farlo scendere a giocare, rompendo le scatole a tutto il vicinato che a quell’ora riposava e rifiutandomi di suonare il citofono, che era meno divertente. Ricordo le corse in bici e le interminabili partite a carte o a ‘Dallas’: “Tutti alla monta!”. Tutte le volte che abbiamo studiato assieme. Il non aver mai capito perché studiavi pianoforte! Le serate in giro con gli amici. Le lunghe passeggiate sulla terrazza del chiosco: “Facciamo un’altra vasca, dai!”. Le frequentazioni ai tempi dell’università. Il tuo matrimonio. Quelle telefonate, io da giornalista e tu da Forestale, quando accadeva qualcosa sulle montagne della Valcomino per rubarti qualche informazione. Poi, più di recente, quei “Oh, ciao come stai, che racconti?”, quando ci capitava di rincontrarci nei tuoi fine settimana ad Alvito o ai raduni di quelli del 1974. Poi la notiziaccia di ieri. Che riesco a raccontare solo se ti tratto come uno sconosciuto. Ciao Luca. C.V.
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