Lazio – Fantozzi, la statua della madre di Catellani torna nella Megaditta (che oggi è sede della Regione)

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Dopo 50 anni, la statua della signora Teresa, madre del “feroce cavalier Catellani, gran maestro dell’ufficio raccomandazioni e promozioni”, tornerà nella sede della ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica, su via Cristoforo Colombo a Roma, ovvero la Megaditta in cui – stando alla saga inventata da Paolo Villaggio – lavorava il ragionier Ugo Fantozzi e dove, nel frattempo, ha preso alloggio nientepopodimeno che la Regione Lazio.

Nel 1975, in quell’immenso complesso immobiliare che ancora non ospitava gli uffici della presidenza e della giunta regionale, fu girato il primo film della serie fantozziana. Proprio in quella pellicola c’è l’episodio del collocamento all’ingresso del palazzo della statua in bronzo, rappresentante la madre del già citato cavalier Diego Catellani; statua a cui tutti i dipendenti nel recarsi a lavoro dovevano rendere servile omaggio inginocchiandosi, con il povero Fantozzi che puntualmente ci sbatteva la fronte, fino a sbottare e prenderla a calci. Ecco, quella statua – o meglio un fedele calco dell’originale – tornerà nelle sede della Megaditta (alias la Regione Lazio) come omaggio al grande Paolo Villaggio e alla sua geniale opera cinematografica. La statua non sarà collocata però nell’atrio, come era nel film, ma in uno apposito spazio situato al secondo piano. A darne notizia, scherzosamente, è stato proprio il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che, in esclusiva all’agenzia Dire e a margine degli Stati generali europei sulla sostenibilità che si sono tenuti ai Mercati di Traiano a Roma, ha rivelato: “La statua non sarà esposta all’ingresso ma tra il primo e il secondo piano, accompagnata da una targa, un omaggio al grande attore Paolo Villaggio, che scelse proprio quel palazzo per ambientare il primo indimenticabile film ‘Fantozzi’”. La curiosità Catellani o Catellami? Dopo mezzo secolo dalla prima proiezione di “Fantozzi”, regia di Luciano Salce, tra i cultori del mondo fantozziano – che tra le altre cose ha il pregio di aver regalato questo significativo aggettivo al vocabolario italiano – permane la discussione sull’effettivo cognome del cavalier Diego. Infatti, l’appellativo iniziale – la prima volta che il personaggio viene presentato agli spettatori dalla voce narrate di Villaggio fuori campo – è quello di Cavalier Catellami (con la ‘m’). Poi, però, nel resto della pellicola, per bocca dei vari personaggi e dello stesso Fantozzi, l’appellativo diventa Catellani (con la ‘n’). A rilanciare la questione è, infine, proprio la scritta che appare sotto la statua della madre, collocata nell’atrio della ditta, dove si legge “Teresa Catellami”, quindi con la ‘m’. La questione non è stata mai chiarita, nonostante le più fervide interpretazioni, come quella di chi è arrivato ad ipotizzare che la signora Teresa abbia cognome Catellami (con la ‘m’) ed abbia sposato un signor Catellani (con la ‘n’), padre del cavalier Diego che quindi ha preso cognome Catellani (con la ‘n’). Tutto pur di non accettare un inammissibile errore nella trama del film.
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