Interrogato l’imprenditore ceccanese accusato di frode fiscale

Marina Mingarelli
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Operazione Perno d’Oriente, l’imprenditore ceccanese accusato di frode fiscale, difeso dall’avvocato Giampiero Vellucci è stato sottoposto ad interrogatorio davanti al gip di Roma dottoressa Tamburelli.

Per la cronaca va detto che il ciociaro è legale rappresentate di una società coinvolta nella vicenda romana con ramificazioni ciociare di riciclaggio ed altro. In particolare il 70enne residente nella città fabraterna si è chiamato fuori da tutte le transazioni a sei zeri dicendo che lui si è limitato ad avere conoscenze ed a dare l’ok sull’attività ordinaria che ha riguardato la società attenzionata. L’uomo si è detto estraneo a tutti i bonifici in entrata e in uscita che hanno consentito lo spostamento di centinaia e centinaia di migliaia di euro fino ad una movimentazione pari a cinque milioni e mezzo di euro nell’arco di appena tre anni. Nel corso dell’interrogatorio l’indagato ha chiesto di acquisire i tabulati del suo telefonino dal quale non risulterebbero contatti con i direttori di banca e soprattutto con i soggetti di nazionalità cinese, ha chiesto di acquisire le distinte dei versamenti e prelevamenti presso l’istituto dove c’era il conto corrente della società e soprattutto ha chiesto di acquisire le immagini dalle quali si evincerebbe che in quell’istituto di credito il ceccanese sarebbe entrato due o tre volte al mese ma mai in corrispondenza delle effettuazioni delle operazioni con le quali sono stati spostati i denari. Mar.Ming.
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