Lazio – Come ti truffo il nonnetto: sgominata banda di malfattori e trovato un manuale per i raggiri. Arrestati in 27

Cesidio Vano
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(di Cesidio vano) Ventisette persone, molte imparentate tra loro, sono state arrestate dai Carabinieri nel corso di una maxioperazione contro il fenomeno delle truffe agli anziani. L’organizzazione, che ha colpito nel Lazio nelle province di Roma, Latina e Viterbo, aveva base a Napoli, in un’abitazione in cui era stato allestito un vero e proprio call-center, con tanto di postazioni per chiamare gli ignari anziani e convincerli a consegnare denaro e preziosi per evitare grane ai loro nipoti o parenti.

Nel corso delle perquisizioni, seguite alle manette, i militari hanno recuperato anche un ‘manuale’ che spiegava e dava indicazioni ai telefonisti su come comportarsi e cosa dire di volta in volta. Una sorta di canovaccio su cui si costruiva il pericoloso copione da recitare ad ogni raggiro. Sono 80 gli episodi messi a segno nelle province di Roma, Napoli, Latina e Viterbo, tra il 13 settembre e il 20 marzo 2023. A sgominare la banda, sono stati i carabinieri della compagnia di Trionfale di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo. I telefonisti dell’organizzazione chiamavano la vittima prescelta, presentandosi di volta in volta come appartenenti alle forze di polizia, impiegati postali, assicuratori o avvocati. Il manuale, tra le frasi suggerite, raccomandava di presentarsi così: “Pronto intervento. Innanzitutto buongiorno, sono il maresciallo Domenico Primo”. Poi il truffatore al telefono spiegava all’anziano malcapitato che un suo familiare doveva saldare il debito per ritirare un pacco o che aveva provocato un incidente stradale o che l’assicurazione era scaduta e che, per “sistemare” le cose senza conseguenze per il congiunto, era necessario pagare una certa somma, ma se non c’erano i contati andavano bene anche i gioielli. Se lo sfortunato prescelto abboccava, in un paio d’ore al massimo, un complice si presentava a casa del raggirato per intascare quanto concordato e dileguarsi. Quando il truffato si rendeva conto dell’accaduto e del raggiro, magari parlandone don i congiunti, era troppo tardi. I complici incaricati delle operazioni di ‘incasso’ partivano da Napoli su auto prese a noleggio: due per vettura e raggiungevano le province in cui si voleva colpire. Pronti a portasi fino a casa dell’anziano raggirato, una volta che questi aveva dato disponibilità a pagare e fornito informazioni sull’abitazione (se già non in possesso dei malviventi). Le vittime – secondo quanto appurato dalle indagini – venivano scelte consultando gli elenchi telefonici o internet, nel corso della telefonata poi i truffatori si assicuravano di aver a che fare con una persone anziana, in quel momento sola in casa. I 27 arresti sono stati eseguiti tutti a Napoli. Hanno operato i Carabinieri del comando provinciale partenopeo e di quelli di Roma Capitale. In 17 sono stati oggetto di misure cautelari (sette in carcere e 10 ai domiciliari) come disposto dal gip di Roma. In tredici debbono rispondere direttamente di appartenere al sodalizio criminale dedito a truffe ed estorsioni in danno di anziani, mentre altri 4 di avere avuto un ruolo nell’esecuzione dei colpi. Atri 10 arresti sono stati effettuati, in flagranza di reato, per truffe consumate a Roma in danno di anziani, con contestuale recupero e restituzione della refurtiva.
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