(di Roberta Pugliesi) Escluso il movente passionale ed anche questioni legate a spaccio di sostanze stupefacenti. L’omicidio avvenuto ieri sera a Villa Latina potrebbe essere stato l’epilogo di una violenta lite scatenatasi per futili motivi.
Gli inquirenti stanno scavando nella vita sia della vittima, Armando Tortolani che in quella del presunto omicida, Luca Agostino. Da quanto si apprende da conoscenti ed abitanti del luogo si viene a sapere che gia poco tempo fa i due avevano avuto degli screzi in un bar della zona e che in diverse occasioni i due non si sarebbero risparmiati in offese verbali. Nessuno, certo, avrebbe mai potuto immaginare un simile epilogo. Si cerca anche un bastone forse utilizzato durante l’aggressione poi sfociata in accoltellamento. Questa mattina il paese di Villa Latina era deserto, un silenzio angosciante tra le piccole vie di campagna. Dinanzi all’abitazione macchie di sangue dappertutto, fino in mezzo alla carreggiata, a pochi passi dal Museo della zampogna, un paio di gattini in cerca di cibo, i vicini di casa chiusi nel loro dolore. La gente non ha voglia di parlare, si limita a scuotere la testa ancora incredula per quanto successo. Nel frattempo l’appartamento, che in un primo momento era stato posto sotto sequestro dai carabinieri della stazione di Atina, è stato dissequestrato ed è tornato nella disponibilità della compagna della vittima e di suo figlio sedicenne. La salma di Tortolani si trova presso l’obitorio dell’ospedale di Cassino a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha disposto l’autopsia. Bisognerà infatti accertare se il decesso – durante la corsa in ambulanza presso il Santissima Trinità di Sora – sia avvenuto o meno per le ferite inferte con l’arma da taglio.
