(di Cesidio Vano) Con la deliberazione pubblicata, ad inizio di questo mese, dall’Ufficio tecnico del Comune di Alvito, si riapre qualche spiraglio nel veder realizzati i lavori di sistemazione degli impianti sportivi, situati in via del Colle, nella piana del paese e praticamente inutilizzabili da anni.
Il Comune, infatti, a seguito della rimodulazione del progetto iniziale – che risale al 2017 – ha approvato un nuovo quadro di spesa, rivedendo gli interventi da realizzare. Ora, si è in attesa che – sulla scorta di quest’ultima progettazione – venga bandita una nuova gara d’appalto per effettuare i lavori. Nel frattempo, il cantiere aperto nel 2021 – da una prima ditta che si era aggiudicata la realizzazione dell’opera – è fermo da oltre un anno, dopo che il Comune ha deciso di procedere alla risoluzione del contratto, contestando varie inadempienze e ritardi. Tutto da rifare, insomma, anche se finora – per non fare nulla – l’ente municipale ha già sborsato 125.000 euro alla ditta poi estromessa. La vicenda dei lavori al campo sportivo di Alvito viene da lontano e si intreccia, anche, con quella del progetto per il cosiddetto “Villaggio degli emigrati”. La scelta sciagurata di abbandonare quest’ultima iniziativa, favorendo con tale intento la frammentazione di quell’unico progetto di 12 mini-progetti sparsi su tutto il territorio (di cui si stenta a vedere i risultati), ha contribuito infatti ad attirare sui cantieri alvitani famelici interessi di imprenditori non sempre all’altezza degli impegni assunti: i lavori al campo sportivo ne sono un esempio (ma anche quelli presso la villa comunale, sic!). La vicenda dal campo sportivo parte nel 2017, dopo che viene spacchettato il progetto della Città villaggio (con la scusa del nuovo vincolo apposto sul territorio dopo le battaglie del comitato contrario a realizzare l’opera). Per la Città villaggio sono disponibili, all’epoca, ancora circa 3,5 milioni di euro. Poco più di 270.000 euro vengono destinati, quindi, a implementare l’impiantistica della struttura che già esiste a via Colle (è il lotto n. 6 dei dodici lotti che ‘nascono’ dal progetto originale). L’anno successivo (2018), però, il ministero pubblica un bando per finanziare lo sport nelle periferie e Alvito partecipa con un progetto di completamento sempre del campo sportivo in questione, ottenendo nel 2020 un finanziamento di 339.000 euro, a patto però che ci metta anche 270.000 euro dei suoi (che sono poi sempre quelli già a ciò destinati per il lotto n. 6 della Città villaggio). Con il nuovo contributo è necessario rifare il progetto e, poi, nel 2021 viene fatta la gara per i lavori, che – attenzione alla tempistica – a settembre dello stesso anno viene assegnata a una srl semplificata di Napoli, con un ribasso del 25,5% (cioè la ditta si è impegnata a fare i lavori rinunciando a oltre un quarto dei costi previsti). Vengono consegnati i lavori e a ottobre viene firmato il contratto d’appalto. Appena pochi giorni e, il successivo mese di novembre, il Comune anticipa il 30% della somma dovuta in totale alla ditta ovvero 125.000 euro. Poi, praticamente, non succede più nulla. Il cantiere va a rilento. Nel frattempo, a ottobre 2021 ci sono state le elezioni comunali e c’è un nuovo sindaco, l’attuale, Lucina Martini. Ditta e Comune però sembrano non riuscire a dialogare più bene come prima, tanto che dopo una serie di ritardi, lavori non eseguiti, indicazione del Rup e ordini della direzione lavori disattesi, a maggio 2023 (dopo quasi due anni di paralisi), il Comune decide di risolvere il contratto per “grave inadempimento alle obbligazioni contrattuali da parte dell’appaltatore, tale da causare un ritardo nell’esecuzione delle prestazioni per negligenza dell’appaltatore rispetto alle previsioni del contratto, compromettendo il buon esito e la regolare conclusione delle prestazioni affidate”. In cassa, però, a quel punto ci sono 125.000 euro di meno – quelli intascati subito dalla ditta estromessa che speriamo l’ente sia cercando di recuperare in qualche modo – e, inoltre, nel frattempo i costi di realizzazione delle opere (sono passati circa tre anni) sono aumentati notevolmente, così serve un nuovo progetto (il progettista è al terzo aumento di parcella): viene rivisitato l’elaborato precedente e rimodulati (a ribasso) gli interventi. Siamo giunti così alla delibera d’inizio di maggio. Ora serve la gara. San Bernardino permettendo.
