Ieri, il Commissario di governo alle bonifiche, generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, ha presentato al pubblico la tredicesima relazione semestrale sullo stato delle discariche abusive italiane oggetto di procedura di infrazione europea e sanzioni: ad oggi, su 81 discariche consegnate il 24 marzo 2017 nelle mani del Commissario Unico per la bonifica dei siti inquinati, oltre l’80% (65) sono state portate fuori dalla procedura di infrazione permettendo all’Italia di risparmiare oltre 25 milioni di euro ogni anno.
Tra queste 81, ce ne sono anche 8 che situate nel Lazio, di cui ben 6 in provincia di Frosinone. Delle 8 discariche laziali, sette sono state sanate e quindi estromesse dalla procedura d infrazione, contribuendo a tagliare sanzioni per 15,6 milioni. Le sei discariche presenti in Ciociaria e finite nella procedura europea sono quelle di Monte San Giovanni Campano, Patrica, Trevi nel Lazio Carpineto, Trevi nel Lazio Fornace, Villa Latina e Filettino. In provincia di Roma ne è situata sono una, quella di Riano e, in provincia di Viterbo, un’altra, quella di Oriolo. Ma in Ciociaria insiste anche la discarica di Carpineto, per la quale ancora non sono ancora stato effettuati tutti gli interventi necessari a portarla fuori dalla procedura di infrazione. Le operazioni di messa in sicurezza dei 7 siti di discarica del Lazio hanno consentito un risparmio sulle casse dell’erario di 3,6 milioni di euro. Per considerare sanata una discarica è necessario che rispetti tre parametri. Lo stesso Commissario Vadalà ha spiegato che il sito “non deve produrre inquinamento per la popolazione, i rifiuti pericolosi devono essere stati portati via, e il sito deve avere una recinzione. Per le discariche, una volta messe in sicurezza, comincia una seconda fase – ha aggiunto -, quella della bonifica vera e propria”. SITUAZIONE IN ITALIA La sanzione europea, comminata nel 2014 all’Italia per un importo complessivo di 42.000.000 di euro, è ad oggi ridotta a 3.600.000 di euro, raggiungendo il duplice obiettivo della restituzione alla collettività di terreni più salubri e di un cospicuo risparmio economico per l’erario. Oltre 158 milioni di euro risparmiati sulla sanzione, circa 2.000 missioni sul territorio nazionale, 47 le note inviate alla Magistratura e alle Procure sui territori, oltre 700 le gare pubbliche avviate e concluse. La relazione del Commissario Unico alle bonifiche si è svolta presso il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri di Roma. Il Convegno che ha accompagnato l’evento ha voluto evidenziare gli impatti favorevoli che le azioni di disinquinamento promosse dal 2017, anno di incarico all’Arma dei Carabinieri per questa missione e di nomina del Commissario Unico, hanno avuto sui territori nazionali. “Rendere fruibile e presentare, come è oramai consuetudine, questo documento ai cittadini – ha detto il Generale Vadalà – rileva la nostra volontà di trasparenza alla quale abbiamo ispirato l’operato della missione. I numeri della relazione spiegano meglio di ogni altra cosa, l’efficacia dei risultati raggiunti: 74 siti sanati, 80% dei siti commissariati già usciti dall’infrazione, sanzione ridotta di dodici volte, risparmio economico sulla contabilità con continui ricorsi al mercato con sconto medio del 28.2%, 6 site visit con interlocuzioni sui territori su cui si sono completate le bonifiche, oltre 1900 missioni, 53 protocolli attuativi e 47 rapporti alle Procure”. Cesidio Vano
