Elezioni – Aspiranti sindaci in corsa da soli: dal Governo un ‘aiutino’ per evitare il ‘cappio’ del doppio quorum

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Un aiutino dal governo ai canditati sindaci che corrono senza avversari per (ri)conquistare la fascia tricolore. Lo scorso gennaio, infatti, l’esecutivo ha varato un apposito decreto legge – convertito il legge lo scorso 25 marzo – che riduce, nei soli comuni con meno di 15.000 abitanti, il quorum necessario da raggiungere per la validità dell’elezione.

I prossimi 8 e 9 giugno, date di svolgimento delle elezioni amministrative 2024, saranno 5 i comuni della provincia di Frosinone che si troveranno i tale situazione: Ausonia, Vallerotonda, Giuliano di Roma, Fontechiari e San Donato Val di Comino, dove in pratica si ripresentano i soli sindaci uscenti, senza sfidanti. Se si fosse applicata la norma generale prevista dal Testo unico degli enti locali, per la validità delle elezioni sarebbe stato necessario che l’unica lista in lizza riportasse “un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti ed il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune”, dovendosi computare a tal fine anche gli iscritti all’Aire, ovvero l’Albo degli italiani residenti all’estero. Cosa che comporta un notevole aumento del numero di persone che debbono recarsi ai seggi per validare l’elezione. Ora, non sarà così. Infatti – come già accaduto ‘provvisoriamente’ (sic!) – per gli anni 2022 e 2023, anche nel 2024, in deroga alla norma generale contenuta nel Testo Unico degli enti locali, affinché l’elezione del sindaco e del consiglio comunale sia valida nei comuni in cui è stata ammessa e votata una sola lista (che prende tutto, posti di maggioranza e posti di minoranza) è necessario che la lista stessa “abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti e il numero dei votanti non sia stato inferiore al 40 per cento – ordinariamente sarebbe stato il 50% – degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune”. Ma il vero aiuta arriva con l’ultima frase del comma in questione: “Per la determinazione del numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune non si tiene conto degli elettori iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) che non abbiano esercitato il diritto di voto”. Insomma, dal computo della percentuale per stabilire la validità dell’elezione viene eliminata la grande massa di elettori che risiedono all’estero (e non hanno optato per votare). Un aiuto non da nulla, che dà quasi la certezza di un’elezione sicura. Cosa che non acacdeva in passato, quando, spesso, in assenza di altri (veri) sfidanti, erano gli stessi candidati dell’‘unica’ lista a confezionarne anche una seconda, ‘perdente’, così da evitare la ‘strettoia’ del doppio quorum previsto dal Tuel. Infatti, a motivazione della ‘provvisoria’ deroga al testo unico – deroga che viene puntualmente riproposta da 3 anni – c’è la volontà di favorire l’elezione di un’amministrazione comunale, comunque votata dai cittadini, magari pochi, ma che si sono impegnati ad andare alle urne.
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