Provincia – Il Giro d’Italia passa in superstrada, delusione e polemiche

Irene Mizzoni
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Niente passaggio tra la gente, per le strade dei borghi e delle località più belle della Valle del Liri e della Valle di Comino. La nona tappa del Giro d’Italia attraverserà la Ciociaria passando per la superstrada Sora-Cassino. Un mancato “impatto positivo per tutto il territorio”, dicono gli appassionati ciociari delle due ruote che, anche dopo l’incendio di un tir che la scorsa settimana ha portato alla chiusura della galleria di Capodichino, speravano in un cambio di percorso della tappa che da Avezzano porterà fino a Napoli.  Niente da fare: il percorso non cambia.

Gli organizzatori dell’Isola Liri Bike Festival, tra i più impegnati a livello provinciale nella promozione dello sport a due ruote e della cultura della bicicletta, non a caso hanno detto la loro in merito a questa scelta. La delusione è forte. <<‘Quante cose in bici’ è il tema scelto per il nostro Festival della bicicletta di fine settembre – si legge nella nota – Tema o concetto che ora si potrebbe anche declinare in ‘quante occasioni PERSE in bici’. Questo alla luce di quanto si apprende riguardo al passaggio della tappa Avezzano – Napoli del Giro d’Italia nella nostra provincia e del suo ‘strano’ incanalamento lungo la strada a scorrimento veloce Sora-Atina-Cassino. Invece del normale, solito e scenografico passaggio tra la gente, per le strade normali tra borghi e località che avrebbero avuto un’occasione di visibilità anche televisiva. E con un impatto positivo per tutto il territorio attraversato tra la Valle del Liri e la Val Comino. Non è dato sapere quali siano le motivazioni di tale (scellerata) decisione. Non sappiamo se gli organizzatori della manifestazione preferiscano avere una carovana più facilmente gestibile lungo una superstrada pur dovendo, in questo modo, scontare uno scorrimento velocissimo e senza difficoltà tecniche di tutta la parte iniziale della tappa. Però è strano dal momento che in Abruzzo si preferisce la SR82 per poi ‘infilarsi’ tra i guard rail di una superstrada, come un SUV qualsiasi, non appena si intravedono all’orizzonte i confini della nostra provincia. Non sappiamo se i nostri amministratori regionali non si siano fatti trovare pronti a cogliere un’opportunità e che abbiano perso l’occasione di esserci. Ma qui va detto che Roma avrà la chiusura al Colosseo e il fantastico arrivo in Via dei Fori Imperiali e, forse, poco importa il resto (a proposito, il confronto con la tappa finale del Tour a Parigi è impietoso… a nostro vantaggio). Ma, per tornare a noi, non sappiamo se c’è qualche, diretta o indiretta, responsabilità politica degli amministratori provinciali. Non sappiamo cosa ne pensano sull’argomento i Sindaci di Sora, Broccostella, Atina, Belmonte Castello, Cassino e giù lungo il Garigliano in quanto direttamente interessati. Sono stati consultati? Oppure, semplicemente, non si sono attivati? Non è dato sapere… ma loro, i Sindaci, avrebbero potuto mobilitare la polizia locale, portare in strada le Associazioni, colorare tutto di rosa, creare un’occasione di festa e di cultura popolare come sempre è stato, fin dai tempi del ciclismo eroico. A maggior ragione in un periodo in cui si fa un gran parlare di valorizzazione e riconversione turistica del territorio! E forse sarebbe stata anche un’occasione utile per la promozione del ciclismo giovanile oltre che per la mobilità e la sicurezza stradale. Eppure le immagini televisive delle prime tappe di questi giorni non lasciano dubbi… un seguito strepitoso, come sempre. Anche quando è partito dall’Olanda come lo scorso anno. Le prime tappe del Tour de France di quest’anno sono in Italia tra Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e, da mesi, gli Enti di promozione del turismo (a proposito, dove sono i nostri?) stanno lavorando con siti web dedicati, pagine e promozione a tappeto. E noi che facciamo? Mettiamo a disposizione una superstrada… per il resto, non è dato sapere…”.
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