Un appello rivolto dalla Comunità islamica del Frusinate alle autorità comunali del capoluogo ciociaro affinché giunga presto a termine l’iter, partito ormai da diversi anni, per la realizzazione della moschea di Frosinone. Un’esigenza resa anche più impellente dall’avvio presso la Camera dei deputati della discussione, lo scorso 12 aprile, della proposta di legge – di cui è primo firmatario il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti – finalizzata a vietare l’utilizzo di negozi, garage o capannoni, quali luoghi di culto, come fa la comunità musulmana a Frosinone, che si riunisce per la preghiera in un garage di via Mària.
Attualmente, infatti, le associazioni di promozione sociale, possono utilizzare locali commerciali, magazzini, garage, ecc. per svolgere al loro attività senza necessità di cambiare la destinazione d’uso di quegli ambienti. Questa normativa è stata utilizzata anche dalle associazioni che promuovono il culto islamico per creare moschee provvisorie. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia si tratta però di un escamotage per sfruttare “le maglie di una normativa pensata per tutt’altro scopo […] che doveva servire per ‘riconoscere il valore sociale dell’associazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attività come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo’. “Insomma – sostiene Foti -, la legge era nata per aiutare circoli culturali e associazioni sportive dilettantistiche o culturali ad essere riconosciute e procurarsi una sede senza eccessivi aggravi burocratici; ma, invece, è diventata ben presto il grimaldello utilizzato dalle comunità islamiche per insediarsi nel territorio italiano, creando moschee e madrasse nella completa indifferenza delle istituzioni, in spregio alla legge e nella sostanziale impossibilità a intervenire da parte delle Forze dell’ordine”. Il tema è, tra l’altro, molto caldo in questi giorni, anche in vista del Giubileo 2025, dopo che da più parti sono giunte richieste alla Regione Lazio e al ministero dell’Interno di procedere ad un censimento dei centri di culto provvisori esistenti in tutta la Regione Lazio anche ai fini una migliore gestione della sicurezza dell’evento. In Ciociaria i fedeli islamici sono circa 7.000, quasi 500 quelli residenti nel capoluogo, per i quali il garage di via Mària risulta spesso poco agevole e dagli spazi insufficienti. A Frosinone, la moschea dovrebbe essere realizzata in zona Selva Polledrara, in un terreno situato tra l’ospedale Spaziani e il palazzo del Tribunale. Un’area ‘concordata’ tra Comune di Frosinone e associazione musulmana Ettuba due anni fa, dopo l’abbandono del progetto iniziale che puntava ad una moschea in via America Latina. La contrarietà alla costruzione è emersa però più volte in passato sia tra amministratori comunali, sia tra i residenti nell’area individuata. Da parte sua, Abdul Ossaifi – fondatore dell’associazione musulmana frusinate e presidente dell’Associazione Nazionale Oltre le Frontiere (Anolf), promossa dalla Cisl – spiega: “Chiediamo che l’iter burocratico vada avanti. C’è da dire che da parte dell’amministrazione pubblica, mi riferisco sia alla precedente sia all’attuale in carica, abbiamo sempre ricevuto molta disponibilità e volontà di procedere. La struttura, una volta terminata – aggiunge -, avrà una destinazione culturale in regola dando finalmente stabilità e tranquillità per le funzioni religiose”. L’iter per l’okay alla realizzazione è però al momento fermo, in attesa degli ultimi pareri favorevoli da parte degli organismi coinvolti, che però tardano ad arrivare. Cesidio Vano
