Elezioni Europee – Domani via alle candidature e caccia all’elettorato disertore delle urne

Dario Facci
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(di Dario Facci) Da domani e fino a mercoledì ci sarà finalmente la presentazione delle liste elettorali per le consultazioni Europee del prossimo giugno. La presentazione delle liste sarà possibile fra le ore 8 di domani e le ore 20 del primo maggio presso la Cancelleria della Corte d’Appello sede dell’Ufficio Elettorale circoscrizionale.

Finalmente, dopo le varie ipotesi e le comunicazioni ufficiose circa le candidature, sulle quali, in alcuni casi, aleggiano ancora sostanziosi dubbi, avremo la certezza e i candidati, così come pure l’elettorato, potranno concentrarsi sui contenuti di una contesa che mai, fino ad oggi, aveva assunto un’importanza considerevole come oggi. I motivi sono davvero politici, oltre quelli di equilibrio tra i partiti. Lo sono perché i fatti di questi ultimi due anni hanno portato l’Europa al centro di pericolosissimi eventi bellici; lo sono perché tutti ormai sono convinti che l’attuale assetto dell’organismo di governo dell’Europa sia insufficiente e vada completamente riformato; lo sono perché mai come in questi anni l’Europa influisce direttamente sulla vita dei cittadini. Per certi versi anche più degli stessi governi nazionali. E’ dunque molto importante che l’elettorato diventi consapevole di questo fatto e torni a popolare le urne. L’astensionismo dal voto, infatti, è divenuto via via davvero preoccupante e si teme che le elezioni di quest’anno siano drammatiche sotto questo profilo. Insomma proprio una vera catastrofe democratica potrebbe verificarsi nel momento di massimo bisogno dal 1979, anno delle prime Elezioni Europee, ad oggi. Tanto che il 60% dei votanti registrato alle ultime elezioni per l’Europa nel Collegio Italia Centrale, quelle del 2019, sarebbe considerato un successo se replicato. Un risultato, quello del 2019 nel Collegio Italia Centrale, che infatti è stato in controtendenza rispetto alle ultime quattro consultazioni. Dal 2004 (quanto a votare andò il 78,11% degli aventi diritto) al 2014 (quando il dato fu del 59,24%) la curva aveva sempre puntato in basso (il 75,46% nel 2009). In precedenza questo era stato il trend del Collegio in questione: 81,40% nel 1979, 80,25 nel 1984, 82,21 nel 1989 (massima percentuale raggiunta nella storia delle Europee), il 74,90 nel 1994 e il 75,70 nel 1999.
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