Regione Lazio – Voto unanime del Consiglio: sì al salario minimo di 9 euro/ora per i lavoratori negli appalti

Cesidio Vano
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Nell’ultima seduta del consiglio regionale del Lazio, l’Aula ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal Consigliere regionale e responsabile Welfare di Azione, Alessio D’Amato, per garantire il trattamento minimo salariale inderogabile di nove euro l’ora nei contratti di appalto di lavori della Regione Lazio.

Il documento è stato approvato, con l’adesione di tutte le forze politiche presenti nell’Emiciclo ed impegna il presidente della regione, Francesco Rocca, e la sua Giunta affinché in tutte le procedure di gara per l’affidamento di contratti di appalto di lavori, servizi e forniture e nelle concessioni si facciano particolari riferimenti alla cosiddetta tutela della retribuzione minima salariale “questo affinché – ha spiegato in Aula il proponente – vi sia una corretta dignità dei lavoratori e non assistiamo a situazioni di lavoro cosiddetto povero, come purtroppo avviene in numerose circostanze. Vuole essere quindi uno stimolo affinché ci sia un’attenzione maggiore in sede di gare e affidamento di contratti di lavoro, di servizi e forniture nelle concessioni regionali”. Dopo il voto unanimemente favorevole, D’Amato ha commentato come tale risultato sia “estremamente rilevante, ringrazio tutte le forze politiche. Il riconoscimento di una retribuzione minima è un diritto fondamentale in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea ed è importante che anche la Regione Lazio faccia altrettanto. Con questa mozione la Regione come stazione appaltante richiede agli operatori economici che partecipano alle procedure di gara tutele rafforzate a favore dei lavoratori impegnati nello spirito della direttiva comunitaria UE 2022/2041 del 19 ottobre 2022. Tutele indispensabili a garantire i diritti di tutti i lavoratori e lavoratrici, con l’obiettivo principale di porre fine alle tragedie e alle morti sul lavoro. È evidente che senza una giusta retribuzione, il rischio che i ribassi influiscano sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza è molto alto. Per Azione questa è da sempre una priorità, perché senza un salario minimo non si otterranno mai risultati importanti né sul fronte della sicurezza né sull’effettiva affermazione dell’art. 1 della Costituzione italiana”. Cesidio Vano
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