E’ Luisa Piacentini la neoeletta presidente del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio. Due i vicepresidenti: Giammarco Florenzani (consigliere comunale di Torrice) e Pietro Nocchi (sindaco di Capranica). Piacentini era la vicepresidente uscente dello stesso Cal e riveste il ruolo di consigliere comunale di Marano Equo, in provincia di Roma.
Si è conclusa poco fa la seduta d’insediamento del Consiglio delle Autonomie locali del Lazio (Cal), che è stata convocata e presieduta dal presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonio Aurigemma, per l’elezione dei componenti dell’ufficio di presidenza della nuova consiliatura. Come anticipato alla carica di presidente è stata eletta Luisa Piacentini con 33 voti su 34 (una scheda è risultata nulla). Alla prima votazione, quando per l’elezione serviva però raggiungere il quorum di 21 voti (maggioranza assoluta dell’Assemblea), la consigliera comunale di Marano Equo ne aveva riportati solo 20 voti. Piacentini è anche componente del Consiglio direttivo di Anci Lazio. Dopo l’elezione della presidente, l’Aula ha proceduto a quella dei due vicepresidenti, Giammarco Florenzani e Pietro Nocchi. Il primo, consigliere comunale di Torrice (FR), ha ottenuto 17 voti, mentre Nocchi, sindaco di Capranica (VT), ne ha ottenuti 14. Infine, l’Assemblea ha completato la composizione del nuovo ufficio di presidenza votando i tre consiglieri segretari e tenendo presente che doveva essere garantita un’equilibrata presenza di entrambi i generi, nonché la rappresentanza dei comuni non capoluogo. Sono stati eletti: Vincenzo La Pegna, consigliere comunale di Aprilia (LT), con 13 voti; Aura Contarino, consigliera comunale di Cisterna di Latina (LT), con 8 voti; Marco Benedetti, sindaco di Mentana (RM), anche lui con 8 voti. Il Consiglio delle autonomie locali, istituito presso il Consiglio regionale in attuazione dell’articolo 123, quarto comma, della Costituzione e degli articoli 66 e 67 dello Statuto, è organo di rappresentanza istituzionale del sistema delle autonomie locali del Lazio nonché di consultazione, di concertazione e di raccordo tra la Regione e gli enti locali, al fine di garantire il rispetto dei principi costituzionali e statutari di sussidiarietà, di differenziazione e di adeguatezza, e l’effettiva partecipazione degli enti locali ai processi decisionali della Regione che incidono sugli interessi dei territori e delle comunità locali. Cesidio Vano
