Ferentino – Dopo il giocattolo sospeso, arrivano le uova sospese donate da Beatrice ai meno abbienti

Irene Mizzoni
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“Uova-smile” a Ferentino: così Beatrice Gargani regala sorrisi ai bambini meno fortunati. Dopo l’iniziativa natalizia del “giocattolo sospeso”, la giovane imprenditrice torna tra i più bisognosi

Nella austera sala consiliare del comune è stata costituita e presentata l’associazione “Cardinale Ennio Filonardi”, con lo scopo di regalare sorrisi ai bambini meno fortunati. Orgogliosa di appartenere ad una stirpe nobiliare, Beatrice Gargani trae ispirazione anche dallo zio, il Marchese Pietro Filonardi Tibaldeschi, fratello di sua madre, con il quale coltiva un amore spassionato per l’arte e la storia della sua casata. Chiamata affettuosamente, fin da piccola, “la piccola marchesina”, ella ha sempre avuto particolare predisposizione nell’ aiutare il prossimo, dalle famiglie più bisognose ai bambini meno fortunati, in virtù delle opere di bene fatte dalla sua famiglia. Il primo gesto di solidarietà da parte dell’imprenditrice, insieme all’associazione cui partecipa, è stato quello di donare uova di Pasqua prodotte dalla pasticceria Gargani di Ferentino, alla Caritas della propria parrocchia, nella zona “Sant’Agata”. “Le famiglie che vorranno prendere le uova di Pasqua per i loro piccini, potranno contattare il parroco Don Juan Manuel, anche in totale forma anonima” comunica Beatrice, specificando che “le uova non hanno alcun costo, poiché sono un regalo per le famiglie in condizioni di svantaggio”. Un’iniziativa di beneficenza, ma soprattutto di speranza per chi, a Pasqua, non può permettersi di comperare un dono per i propri piccoli. Come nell’iniziativa del “giocattolo sospeso”, l’idea di regalare un dolce pensiero nelle circostanze della Pasqua, non solo profonderà un sorriso sui volti dei bambini, ma porterà serenità e felicità nelle case di tutti i cittadini. “Ringrazio i miei familiari per la fiducia che sincerano in me, all’ interno della loro associazione. Insieme ad essi, voglio continuare a fare delle azioni di beneficenza, come ho sempre fatto.” Bellissime parole che arrivano al cuore e, facendo un tuffo nel passato, Beatrice ricorda come il Marchese Pietro abbia sempre desiderato, fin dalla tenera età, che acquisisse anche il cognome della madre, perché nelle sue vene scorre sangue blu. Adesso è una Donna che può decidere da sé: realizzerà il desiderio dello zio? E.C.
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