(di Cesidio Vano) Un miliardo e 200 milioni di euro in meno dal PNRR per le Regioni italiane. A rischio ci sarebbero opere e cantieri già avviati per rendere sismicamente più sicuri gli ospedali. A dare l’alalrme sono i consiglieri regionali del gruppo Movimneto 5 Stelle del Lazio, Valerio Novelli ed Adriano Zuccalà, che hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata rivolta al Governatore della Regione, Francesco Rocca, per sapere quanto peserà il taglio operato a carico del programma “Verso un’ospedale più sicuro e sostenibile” e come la regione intenda intervenire al riguardo.
I due esponenti grillini ricostruiscono la vicenda ricordando che con l’istituzione del Next generation Eu (NgEu) da parte del Consiglio Europeo nel 2021 sono stati stanziati circa 806 miliardi per i Piani nazionali di Ripresa e Resilienza. Il PNRR italiano si articola in 6 misure di cui una dedicata alla Salute. Un’apposita legge finanzia, tramite questi fondi e quelli del Piano nazionale complementare, il programma “Verso un ospedale sicuro e sostenibile” per circa 1,5 miliardi di euro dal 2021 al 2026. Ad inizio marzo, però, nella seduta della Conferenza delle Regioni gli assessori alla sanità sono stat informati che con il decreto legge n. 19/3024 “sono stati definanziati gli investimenti destinati alla realizzazione del programma denominato “Verso un ospedale sicuro e sostenibile”, già finanziati a carico dell’anzidetto Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza, e sono stati posti a carico del finanziamento di cui all’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67 (fondo di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico)”. La decisione di tagliare quelle risorse non è piaciuta alla commissione salute della Conferenza delle Regioni, che, allarmata, ha solertemente chiesto un incontro urgente al Ministro della Salute Schillaci contro il taglio di 1,2 miliardi di fondi del Pnrr, relativi prevalentemente proprio a opere per la sicurezza sismica o in generale per la sicurezza delle strutture ospedaliere, ritenendo, come Ë, il taglio inaccettabile anche perché “pone le Regioni che hanno già programmato le risorse per l’edilizia ospedaliera in una situazione di oggettiva difficoltà” come si legge nell’interrogazione. Infatti, alcuni interventi finanziati sono già cantieri in corso o hanno già gare assegnate, quindi hanno prodotto obbligazioni giuridicamente vincolanti, e non sono sostituibili con i fondi dell’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67. “La rimodulazione del finanziamento già accordato, in cantieri di strutture ospedaliere per l’antisismica già avviati – lamentano Novelli e Zuccalà, potrebbe provocarne il fermo, con rilevanti ricadute tecnico-giuridiche ed economiche a carico di Regioni e SSR che hanno sottoscritto gli affidamenti. Viene leso in questo modo – accusano – il diritto alla Salute dei cittadini che invece dovrebbe essere la priorità, mentre il taglio delle risorse “fondamentali” ai territori e alle strutture ospedaliere pubbliche, continua ad impoverire la sanità di prossimità”. Per tutte queste ragioni, i due consiglieri regionali, interrogano il Presidente della Giunta Francesco Rocca, in qualità di Assessore alla Sanità del Lazio per conoscere: “Quale sia la ricaduta del definanziamento a carico della Regione Lazio posto che la stessa debba contrastare con azioni concrete il taglio di 1,2 miliardi di fondi PNRR tutelando di fatto il Servizio Sanitario Regionale”.
