Serena Mollicone il giorno del delitto era stata in caserma.
Ieri mattina in Corte d’Appello è stata ascoltata la vicina dell’amica del brigadiere Tuzi. La testimone ha riferito che l’amica le aveva detto di aver incrociato la ragazza e che era stata in caserma. Lei era andata a portare un panino e la scheda telefonica a Santino Tuzi. E proprio quest’ultima le aveva raccontato di aver visto Serena. La donna avrebbe riferito in aula che forse Tuzi sapeva qualcosa ed essendo diventato un testimone scomodo non esclude che fosse stato minacciato. E proprio in questa vicenda andrebbe ricercata la motivazione del suo suicidio. Ma la teste avrebbe avanzato anche un’altra ipotesi, che Tuzi non si sarebbe suicidato. Si torna in aula il prossimo 26 marzo. Mar. Ming.
