Madonna di Trevignano – La veggente: “Prendo atto delle parole del Vescovo, ma non le condivido. Nessuno può impedirci di pregare”

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) “Il Vescovo non può impedirci di pregare. Pendo atto di quanto ci ha comunicato, ma non lo condivido”. Gisella Cardia, al secolo Maria Gisella Scarpulla, sedicente veggente in contatto con Maria e Gesù, non pare voler indietreggiare di un passo e, a qualche giorno di distanza dal decreto vescovile che ha dichiarato non esserci nulla di soprannaturale negli avvenimenti di Trevignano Romano, conferma che gli incontri di preghiera e di recita del rosario continueranno, sulla collina al Lago di Bracciano, dove i fedelissimi di Gisella, si radunano il 3 di ogni mese e dove la veggente riceve visioni e messaggi della divinità.

Anzi, proprio sabato, nonostante il divieto imposto dalla Curia – che ha interdetto ai sacerdoti di partecipare a tali eventi e un percorso di “purificazione” per la veggente -, Gisella ha reso noto un ultimo messaggio ricevuto dalla Madonna, la quale le avrebbe chiesto di non arrendersi e continuare la sua battaglia: “Alzati e combatti, non avere paura io sono con te figlia”. La Madonna avrebbe poi parlato a Gisella di Satana che avrebbe “in maniera astuta accecato tanti fratelli e sorelle”. Nel messaggio tra l’altro è scritto “Figlia mia, alzati e combatti coloro che vogliono distruggere la Parola Divina. I miei angeli, non ti lasceranno sola nella lotta. Figlia amata, presto l’Avvertimento arriverà e prego che quest’ultimo atto di misericordia, possa scuotere i cuori e le coscienze. Non aver paura! Io sono con te figlia”. In un documento privato rivolto ai fedeli, poi, Gisella attacca anche il vescovo: “Nessuno può vietare di venire a pregare nel luogo privato in via Campo delle rose, tanto meno lo può fare il vescovo, ricordo a tutti che la nostra associazione è riconosciuta dallo Stato italiano, in quanto abbiamo la personalità giuridica”. Nello stesso comunicato, la veggente, riferita al movimento di fedeli sorto attorno a lei, di non essere “una setta come di definiscono” ma “persone libere di scegliere” e di non aver “mai truffato nessuno”.
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