Regione – Ai consiglieri non piacciono le interpellanze, mentre sono oltre 130 le interrogazioni senza risposta

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) A voler parafrasare Celentano, potrebbe dirci che “E’ inutile domandare qui non vi risponderà nessuno”. Parliamo della Regione Lazio e della celerità con cui riesce a dare risposte alle interrogazioni presentate dei consiglieri regionali.

Ad un anno dall’insediamento del presidente Francesco Rocca (lo scorso 3 marzo) e a quasi un anno dall’insediamento del Consiglio regionale (il prossimo 13 marzo), alla Pisana sono state depositate ben 214 interrogazioni da parte dei 50 consiglieri regionali. La Giunta è riuscita a dare risposta, al momento, a solo 77 atti di sindacato ispettivo, come pure sono definite le interrogazioni, circa il 36% delle richieste ricevute, insomma. Che poi, a ben vedere, non è proprio una cattiva media: circa una risposta a settimana. L’ultima interrogazione pervenuta, tra quelle reperibili sul sito istituzionale della Regione, porta la data dello scorso 26 febbraio, ma poiché la pubblicazione avviene alcuni giorni dopo la presentazione, è possibile che nel frattempo il numero delle iniziative attivate dai consiglieri sia anche aumentato. In base al regolamento di funzionamento del Consiglio, i consiglieri hanno tre modalità (quattro se si comprendono anche le interpellanze) per chiedere chiarimenti e informazioni ai componenti del governo regionale: con un’interrogazione a risposta ‘orale’, ‘scritta’ o ‘immediata’. Dall’inizio della Legislatura, la XII quella in corso, sono state presentate 4 interrogazioni a risposta orale. Nessuna ha ricevuto riscontro. L’ultima porta la data del 29 settembre 2023 ed è stata poi anche ritirata. (Questo istituto non deve piacere molto ai consiglieri che preferiscono maggiormente i quesiti a risposta scritta o immediata). Sono state, invece, 73 le interrogazioni a risposta scritta presentate negli ultimi 12 mesi e di queste sono state 14 a ricevere ad oggi riscontro dalla Giunta. L’ultimo atto ispettivo pubblicato porta la data dello scorso 26 febbraio. Passando invece alla corposa sezione delle interrogazioni a risposta immediata, qui i quesiti rivolti a Governatore e assessori competenti sono stati ben 137. Hanno ricevuto risposta, in questo caso, 77 interrogazioni, più della metà. 5 interrogazioni sono state ritirate. Oltre alle interrogazioni, i consiglieri – come anticipato – hanno a disposizione anche lo strumento delle interpellanze, di cui però non hanno fatto finora alcun uso: nessuna interpellanza è stata, infatti, formulata da un anno a questa parte. Per chi non è avvezzo a frequentare le aule consiliari, chiariamo che la differenza tra i due istituti è questa: con l’interrogazione il consigliere chiede all’organo esecutivo di avere informazioni su fatti specifici; mentre con l’interpellanza sollecita allo stesso soggetto chiarimenti sui motivi dell’azione politica messa in atto. Spesso, però, si riscontra che anche atti di velata censura politica all’operato del governo regionale finiscono rubricati come interrogazioni, quando invece, nella stessa composizione di quesiti posti, si rileva e rivela l’azione di stimolo politico a promuovere scelte e comportamenti differenti.
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