(di Cesidio Vano) Sono tornate le file agli uffici pubblici. Con la fine della pandemia, infatti, tornano ad allungarsi le code agli sportelli della pubblica amministrazione per svolgere questa o quella pratica.
Nel Lazio, mediamente, ogni 100 persone che si sono recate negli uffici delle Asl, oltre la metà ha dovuto attendere oltre 20 minuti per il suo turno. A conti fatti, la ‘fila’ media davanti agli sportelli della pubblica amministrazione laziale, nel 2023, si è idealmente allungata di 3 persone, rispetto alla situazione di due anni fa (2021). A fare i calcoli è stato l’ufficio studi della Cgia, associazione di categoria delle piccole e medie imprese, che ha esaminati i dati forniti dall’Istat ed ha preso a riferimento, in particolare, due diffuse tipologie di ‘sportelli pubblici’: quelli della Asl e quelli dell’Anagrafe comunale. TEMPI D’ATTESA NEL LAZIO Nella classifica delle regioni italiane, ordinate per maggiore percentuale di persone in attesa oltre i 20 minuti, il Lazio si colloca al 7 posto su 20 per quanto riguarda le ‘code’ alle Asl, mentre è tristemente prima nella classifica che riguarda le file di attesa davanti agli sportelli delle Anagnafi. Nello specifico, ogni 100 persone con più di 18 anni che si sono recate presso una Asl 59,4 hanno dovuto attendere oltre i 20 minuti presi in considerazione. Nel 2021, in fila ce ne erano 56,8, quidni in due anni la percentuale è cresciuta del 4,6. In soldoni la Cgia calcola che la fila ideale nel Lazio si è allungata in questi 24 mesi di altre 3 persone. La regione che fa meglio è il Trentino-Alto Adige, che ogni cento persone con oltre 18 anni recatisi nelle proprie Asl solo 20,8 hanno dovuto attendere oltre 20 minuti. Per quanto riguarda le attese davanti agli sportelli delle anagrafi, il Lazio va male, ma almeno fa registrare qualche significativo segno di miglioramento. Ogni 100 persone che si sono recate negli uffici comunali preposti nel Lazio, infatti, solo 44,1 hanno dovuto attendere oltre 20 minuti. Nel 2021 era 44,9, quindi in questo caso la percentuale è scesa dell’1,8 e la coda ideale si è accorciata di una persona. Il dato negativo – come detto – però è che il Lazio è la regione che fa peggio di tutte in questo caso: tutte le altre hanno meno persone in attesa. Anche in questo caso è il Trentino-Alto Adige che fa meglio di tutti con appena 8,5 persone ogni cento che attendono più di 20 minuti davanti agli sportelli anagrafici. LA SITUAZIONE NELLE REGIONI A livello regionale nel 2023 gli sportelli ASL più “lumaca” nell’espletare i referti e le pratiche tecnico/burocratiche sono stati quelli ubicati in Sicilia. Nella regione più a sud del Paese, il 68,4 per cento degli over 18 ha dichiarato di aver atteso più di 20 minuti. Seguono le ASL di Molise con ritardi denunciati dal 67,6 per cento dei cittadini, la Calabria con il 67,2 per cento, la Campania con il 65,8 per cento e la Basilicata con il 65 per cento. Tra il 2021 e il 2023 le regioni dove “idealmente” la fila agli sportelli ASL è aumentata maggiormente sono l’Abruzzo (+11 persone), il Veneto e la Basilicata (entrambe con +10 persone) e la Sardegna (+9 persone). Ovviamente, i maggiori utilizzatori dei servizi resi dalle ASL sono le persone in età maggiormente avanzata e, conseguentemente, ad aver atteso più di 20 minuti davanti allo sportello è stata proprio la coorte demografica degli over 64. Sempre a livello regionale, nel 2023 gli sportelli degli uffici anagrafe più “lenti” nel consegnare i certificati richiesti dai propri residenti sono stati quelli relativi ai comuni laziali: il 44,1 per cento degli over 18, infatti, ha dichiarato di aver atteso più di 20 minuti. Seguono i comuni della Sicilia con il 43,3 per cento, quelli della Puglia con il 34,7 per cento, quelli della Calabria con il 33,5 per cento e quelli della Campania con il 32,2 per cento. Tra il 2021 e il 2023 i comuni dove “ipoteticamente” la fila agli sportelli dell’anagrafe è aumentata maggiormente sono la Calabria (+8 persone), l’Umbria (+6 persone) e l’Abruzzo (+5 persone). Diversamente, le amministrazioni comunali che in questi due ultimi anni hanno visto diminuire la fila sono state quelle del Molise (-6 persone), delle Marche (-3 persone), dell’Emilia Romagna, Piemonte e Campania (tutte e tre con -2 persone). A LIVELLO NAZIONALE Tra il 2021, anno in cui ci trovavamo in piena crisi pandemica, e il 2023, primo anno post Covid, le persone che si sono recate presso una ASL sono aumentate del 12,9 per cento (+ 2.246.000 persone), mentre quelle in attesa da più di 20 minuti sono incrementate del 24,4 per cento (+1.926.000 persone). Sempre nello stesso arco temporale, coloro che hanno dovuto interfacciarsi fisicamente con l’ufficio anagrafe del proprio comune sono aumentati del 13,4 per cento (+1.976.000 persone), mentre si è protratta l’attesa oltre i 20 minuti per il 14,1 per cento degli intervistati (+553.000 persone). Possiamo quindi stimare con buona approssimazione che nel 2023, rispetto al 2021, tra tutti i cittadini che hanno dovuto recarsi presso uno sportello pubblico (di una ASL o dell’ufficio anagrafe del comune) ed hanno aspettato più di 20 minuti, quasi 2,5 milioni (il 17,3 per cento del totale) hanno visto allungarsi i tempi di attesa ulteriormente.
