Sottrazione di minore, questo il reato per il quale una donna di 51 anni residente a Frosinone, è finita sotto processo. Ma l’altra mattina in aula, il giudice, alla luce degli elementi acquisiti dall’avvocato difensore Antonio Perlini si è pronunciato per l’assoluzione per non aver commesso il fatto.
La vicenda risale a qualche tempo fa quando la donna che insieme al marito stavano attraversando un periodo di crisi economica, decise di partire per l’estero insieme alla figlioletta di 10 anni. Al coniuge aveva detto che sarebbe stato un viaggio di perlustrazione e di verifica per capire se fuori dall’Italia c’era possibilità di trovare lavoro. Ma da quel momento l’uomo non aveva più visto né la moglie e né la figlia. La donna che si era trasferita in Norvegia aveva trovato una occupazione come cuoca in una azienda. La ragazzina cresceva meravigliosamente e quindi essendosi ben inserita in quel contesto sociale non aveva fatto più ritorno a Frosinone. Il marito, da tempo disoccupato, non sapeva come fare per sbarcare il lunario. Quindi non avrebbe potuto offrire nè a lei e nè alla figlia un futuro dignitoso. Ma l’uomo però aveva fatto scattare la denuncia per sottrazione di minore. A detta del coniuge la moglie era sparita portando via con se la loro bambina. A conclusione delle indagini la 51enne è stata rinviata a giudizio. Ieri mattina nel corso del processo l’avvocato Antonio Perlini ha sostenuto che la sua assistita si era trasferita all’estero con la figlioletta per dare alla figlia un futuro migliore, e stando ai fatti, ci era riuscita. La ragazzina che frequenta un’ottima scuola parla due lingue ed ha tantissimi amici. Quindi l’intenzione della sua assistita non era quella di sottrarre la bambina al padre, ma soltanto di garantirle una stabilità economica. Il giudice accogliendo in pieno la tesi difensiva dell’avvocato di fiducia dell’imputata, si è pronunciato per l’assoluzione.
