Lazio – Rebibbia: due detenuti malati, morti in carcere. Indagine della Procura. Si muovono Garante e Regione

Cesidio Vano
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Due detenuti, sui 70 anni, affetti da diversi problemi di salite, sono morti negli ultimi giorni nel carcere di Rebibbia. Dopo le segnalazioni del Garante dei detenuti, Stefano Anastasia, si muove anche l’assessore regionale Luisa Regimenti che prende l’impegno affinché venga potenziata l’assistenza sanitaria e i progetti di reinserimento sociale nelle strutture di detenzione. La procura, intanto, ha aperto un fascicolo per accertare la tempestività dei soccorsi e la qualità dell’assistenza prestati.

“Il potenziamento dell’assistenza sanitaria, così come i progetti per il reinserimento sociale e per garantire il diritto allo studio, saranno temi al centro del tavolo interassessorile convocato in Regione Lazio per il 29 febbraio” annunciano dalla regione Lazio, riscontrando così in modo concreto l’appello lanciato dal garante, che sono poche ore prima aveva denunciato i due casi. Un detenuto di 67 anni, cardiopatico e diabetico, infatti, è deceduto nella Casa di reclusione di Rebibbia a Roma “dopo una notte di sofferenze odontoiatriche – aveva segnalato Anastasia – aggiungendo che “l’inchiesta della procura dirà della tempestività dei soccorsi e dell’assistenza prestata”. Inoltre alla morte del detenuto è seguita – spiega sempre il Garante – “una civile protesta dei carcerati della casa di reclusione, di quelle che qualcuno vorrebbe rendere punibili con altri anni di carcere”. Per Anastasia “tra i detenuti si palpa con mano la paura di morire dietro le sbarre e a questa paura bisogna dare risposte, sicuramente qualificando l’assistenza sanitaria in carcere ma anche riscoprendo l’incompatibilità con la detenzione delle malattie gravi che non possono essere adeguatamente curate in carcere e rinunciando all’ossessione di risolvere tutto mettendo la gente in galera”. La morte del detenuto a Rebibbia si aggiunge ad altre intercorse nei giorni passati. È lo stesso Garante a portare la triste conte: “Il primo, deceduto nella notte tra il 19 e il 20, aveva 66 anni ed era diabetico e si trovava in cella a Rebibbia. Il secondo, morto ieri mattina, aveva 77 anni ed era affetto da polmonite, oltre ad avere un’insufficienza renale e sarebbe morto in ospedale”. “Per la Giunta guidata da Francesco Rocca – spiega al riguardo una nota della Regione Lazio – garantire la dignità dei detenuti e buone condizioni di lavoro per la polizia penitenziaria e gli operatori è una priorità”. Luisa Regimenti, assessore regionale al Personale, alla Sicurezza urbana, alla Polizia locale e agli Enti Locali, aggiunge: “Il carcere non può essere un luogo di abbandono e di sofferenza, ma deve essere un posto nel quale vi sia la possibilità di trovare la strada per ricominciare una nuova vita. L’attenzione sui detenuti dev’essere a 360 gradi e deve riguardare ogni ambito della detenzione, compresa la promozione della salute. Al di là del caso specifico, c’è il tema dei suicidi che anche quest’anno continuano senza sosta in tutta Italia. Siamo al lavoro in Regione Lazio per questa battaglia di civiltà” conclude. Cesidio Vano
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