(di Cesidio Vano) Favorire l’inserimento lavorativo delle persone disabili e delle persone svantaggiate. È questa la finalità che si propone la proposta di legge regionale depositata alla Pisana dalla consigliera del Pd Eleonora Mattia. L’idea è quelle di replicare a livello regionale, in modo da indurre lo stesso stimolo nai vari comuni del Lazio, dell’iniziativa già messa in atto, dallo scorso mese di gennaio da Roma Capitale.
Lo scorso 10 gennaio 2023, ispirandosi ad una serie di iniziative simili intraprese a Torino e in diverse altre città del Nord-Italia, il Comune di Roma ha approvato il ‘Regolamento delle procedure contrattuali per l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio’, “i cui cardini – spiega Mattia – sono rappresentati dalla stipula di convenzioni con le cooperative sociali e dall’introduzione di clausole sociali negli appalti pubblici per l’inserimento lavorativo delle persone a forte rischio di esclusione”. Le cooperative che potranno sottoscrivere la convenzione con Roma Capitale dovranno essere accreditate in un apposito elenco redatto dagli uffici capitolini. Una commissione tecnica gestirà l’elenco. Le persone a forte rischio di esclusione sociale che saranno inserite in imprese aggiudicatarie di appalti di fornitura di beni e servizi dovranno essere inquadrate secondo il Contratto collettivo nazionale di lavoro della categoria, stipulato con le organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Le cooperative, dal canto loro, dovranno redigere un progetto personalizzato e multidisciplinare di inserimento al lavoro in accordo con il servizio sociale per ciascuna persona presa in carico. Per la consigliera Dem “la cooperazione sociale costituisce la più robusta struttura dedicata al recupero e al reinserimento di risorse umane che il mercato altrimenti emarginerebbe, riuscendo ad aggredire lo “zoccolo duro” della disoccupazione, quello per il quale non c’è domanda di lavoro. Attualmente le cooperative sociali inseriscono oltre 18.000 soggetti svantaggiati ai sensi della legge 381 del 1991. Circa la metà di questi inserimenti riguarda i disabili e l’altra metà persone appartenenti alle altre forme di svantaggio certificato”. La proposta di legge regionale depositata in Consiglio si propone allora di trasformare la “buona pratica” di Roma Capitale in “azione di sistema” per l’intero territorio regionale, “disponendo presso la Regione Lazio e promuovendo presso tutti i Comuni del Lazio – spiega la relazione che accompagna l’articolato – l’adozione di regolamenti per l’inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio, basati sui medesimi principi previsti dal regolamento capitolino.
