Angelo De Santis e Marino Bartoli, i due imprenditori arrestati l’altra mattina dagli agenti della squadra Mobile di Frosinone insieme ad altri personaggi di spicco della Banca Popolare del Frusinate, hanno deciso di parlare e fornire, nel corso dell’interrogatorio, tutte le spiegazioni alle contestazioni avanzate del giudice per le indagini preliminari Ida Logoluso che ha firmato l’ordinanza.
I due imprenditori, va detto, debbono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere, falso, truffa per erogazioni pubbliche, riciclaggio, auto riciclaggio emissione di documenti e fatture inesistenti, indebite compensazioni di imposte, ed esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziarie. Per quanto riguarda i rapporti con la banca entrambi hanno sostenuto che questa era esente da censure e che tutte le operazioni erano state effettuate in modo trasparente. Quindi a loro dire c’era stata la massima correttezza con l’istituto di credito. Intanto nei prossimi giorni l’avvocato difensore Angelo Testa presenterà istanza al tribunale del Riesame per ottenere la scarcerazione dei suoi assistiti ed eventualmente ottenere l’annullamento dell”ordinanza. Mar.Ming.
