Frosinone – Dimissioni Tagliaferri, che succede ora in Comune e nel partito

Dario Facci
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(Di Dario Facci) Fabio Tagliaferri lascia tutti i suoi incarichi politici in provincia di Frosinone per andare a dirigere Ales Spa, che succede ora a Frosinone dove la sua poltroncina di assessore resta vuota? Per il momento il sindaco Mastrangeli ha comunicato, con estrema tempestività, di tenere per sé, ad interim, la delega ai Servizi Sociali. Qualcosa però già si muove in vista della sostituzione.

Fabio Tagliaferri era assessore in quota Fratelli d’Italia e sarà un esponente del partito della Meloni a sostituirlo. Potrebbe essere un’occasione per il sindaco di compiere un piccolo rimpasto delle deleghe magari e inserire il nuovo assessore in un altro settore. Oppure no. Nominare direttamente il nuovo assessore ai Servizi Sociali. Un assessore che deve essere di gradimento del sindaco ovviamente ma anche del partito. Si moltiplicano le voci che vedono in Daniele Colasanti, dirigente del circolo frusinate di Fratelli d’Italia, con esperienza assessorile alle spalle e in buoni rapporti con l’attuale maggioranza, la figura giusta per entrare nella giunta Mastrangeli. Un altro nome circolato nelle ultime ore è quello dell’ex consigliere comunale Marco Ferrara. Non dovrebbe passare comunque molto tempo prima che si venga a sapere come stanno le cose. Tagliaferri lascia libera anche un’altra poltroncina, questa molto più scomoda della prima perché è quella di coordinatore del tavolo di centrodestra per le elezioni comunali di Cassino. Qui, com’è noto, le cose non sono andate benissimo per il commissario del circolo cassinate di Fratelli d’Italia (anche questa carica dovrà essere sostituita dal presidente provinciale, l’on. Massimo Ruspandini) perché le cose si sono ingarbugliate non poco e ancora oggi, dopo mesi di lavoro, il centrodestra non è compatto e non c’è la quadra su un candidato a sindaco. Immediatamente l’attenzione si è concentrata sul segretario provinciale di Forza Italia, Rossella Chiusaroli, che a quel tavolo lavora sin dall’inizio. Lei continua ad essere ottimista ed è fiduciosa che proprio in queste ore si risolva in qualche modo il dialogo con i cosiddetti “civici di centrodestra” quelli che hanno voluto le elezioni primarie, le hanno indette con tanto di candidati ufficializzati in conferenza stampa, gente che ha fatto e sta facendo la sua campagna elettorale, e poi le hanno rimandate. E’ evidente che risolvere il “problema” dei civici è fondamentale. Presentarsi con due candidati diversi, uno del centrodestra (senza la Lega che per ora pare faccia scelte diverse) e uno dei civici, sarebbe un disastro annunciato.
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