(di Alessandro Iacobelli) Al Bentegodi per concedere il bis. Quale bis? Quello della vittoria, che domande. Il Frosinone domenica alle 15 sfiderà l’Hellas Verona di mister Baroni per il secondo scontro diretto in chiave salvezza nel giro di una settimana. Allo Stirpe contro il Cagliari è andata alla grande, ora la truppa ciociara vuole, può e deve aspirare al bottino pieno per salire a quota 25 in classifica.
Certo, anche questa volta la lista degli assenti per problemi fisici è a dir poco chilometrica. Il buon Eusebio Di Francesco si è presentato oggi in sala stampa con il foglietto pieno di nomi da snocciolare ai cronisti intervenuti in conferenza. Ad esempio mancherà all’appello, oltre ai lungodegenti che ben conosciamo, anche uno dei nuovi volti del mercato di gennaio Bonifazi. In dubbio pure Cuni e Ibrahimovic per il settore offensivo. Il tecnico abruzzese però ha diversi motivi per dormire sonni tranquilli in vista del match in terra veneta. All’ombra dell’Arena i tifosi gialloazzurri potrebbero gustare per la prima volta le gesta di Demba Seck, appena arrivato dal Torino. Senza dimenticare la fantasia e l’imprevedibilità fornita dal giovane Ghedjemis, pescato da quella vecchia volpe di Guido Angelozzi addirittura nella terza serie transalpina. Dovrebbe esserci anche Nadir Zortea sul settore destro, nonostante qualche fastidio fisico accusato negli ultimi due giorni. C’è una notizia ottima in aggiunta: Ilario Monterisi è tornato in gruppo e pian piano si rimetterà a completa disposizione del reparto difensivo. Queste le dichiarazioni di mister Di Francesco in vista della trasferta di Verona: “Partiamo da Seck, sicuramente è disponibile ma non so dire se parte dall’inizio o può giocare nel corso della gara. E’ pronto ed allenato, viene da un periodo nel quale non ha avuto problemi. Magari ha giocato un po’ meno, gli può mancare il ritmo-partita, per il resto il giocatore è venuto qui integro e si è allenato appena arrivato con la squadra. Per quanto riguarda la lista degli infortunati me la sono dovuta scrivere, è un po’ lunga specialmente nella zona difensiva dove abbiamo fuori sicuramente per questa gara Marchizza, Oyono, Lirola, Bonifazi, Lusuardi e Kalaj (oltre a Baez e Bidaoui, ndr). La cosa positiva è che ieri si è allenato per la prima volta con la squadra Monterisi, lo abbiamo recuperato. Mentre abbiamo in dubbio Cuni ed anche Ibrahimovic che ha avuto qualche problemino. Entrambi da valutare, domani nell’ultimo allenamento”. Focus sul Verona dopo i cambiamenti di mercato in entrata e in uscita “Partiamo dalla filosofia dell’allenatore che conosco bene: ha cercato di la stessa idea di squadra nonostante i cambiamenti, ha fatto un’ottima gara anche a Roma dimostrandosi solida. Gli mancheranno degli uomini ma lo spirito e la filosofia della sua squadra ed anche il pubblico saranno un’arma in più per loro. Come se nelle difficoltà si esaltassero. I giocatori che hanno preso sono tutti molto interessanti. Sogliano è un ottimo dirigente, un ottimo direttore che sa che tipo di caratteristiche e di giocatori servano al Verona e credo che abbia messo dentro degli elementi che hanno delle similitudini con quelli che sono partiti. Quale sarà l’undici iniziale? Un’ipotesi l’ho fatta e domattina la presenterò ai miei ragazzi. E sarà da prendere con grande attenzione”. Testa al presente “Noi dobbiamo parlare al presente. Per me è una partita importante come tutte, ogni volta che vengo qui mi dite che quella del giorno dopo è la più importante. Sono invece tutte finali. Anche con il Cagliari era importante. Come l’allenamento, ad esempio, diventa sempre più importante quello che verrà dopo. Ecco, mi piacerebbe dare continuità, specialmente in questa trasferta”. I tre principi del Frosinone perfetto: reattività, concretezza e attenzione “Credo che unite tra loro, ha messo una squadra perfetta. Reattiva, rapida, bravi sulle seconde palle. Fondamentale con loro, specialmente se avesse giocato Djuric. Avere un attaccante del genere avrebbe portato inevitabilmente ad alzare il pallone. Ma per me hanno un ottimo attaccante come Henry, che ho seguito in passato quando è stato capocannoniere in Belgio: è diverso da Djuric, viene da un infortunio ma quando è entrato è stato sempre determinante. E’ diverso da Djuric, è dinamico, è più goleador. Il Verona ha messo dentro anche ottimi giocatori come Suslov che è un ottimo mancino cresciuto tanto rispetto alla gara di andata, come Folorunsho e tanti ragazzi interessanti in una squadra che ha cambiato tanto ma riesce a mantenere una certa identità. Grazie all’allenatore”. L’omaggio a Gigi Riva “Mi fa piacere questa domanda, è l’occasione per fare un saluto al popolo sardo che lui rappresentava sotto tutti i punti di vista. Quando ero a Cagliari si sentiva questo suo grande senso di appartenenza, lo ha detto anche il figlio al funerale. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo da dirigente della nazionale, quando ero calciatore: una persona riservata, poche parole ma quelle giuste. E quando ero a Cagliari, nei momenti di difficoltà era una di quelle persone che mi fece qualche telefonata anche per chiacchierare e venire un po’ fuori da certi momenti complicati. Di lui posso avere degli ottimi ricordi. Come calciatore magari qualcuno lo ricorda meglio di me, però è inutile descrivere quello che è stato. Una bandiera che ha rappresentato un popolo intero. Un grande saluto e un grande ricordo nei confronti di Gigi”. Rivedremo Brescianini da terzino sinistro pure a Verona? “Qualcuno ci debbo mettere là da terzino. Ho rifatto una settimana di allenamenti con i centrocampisti da terzini, mi sono divertito ed ho allenato questi ragazzi in quel ruolo. Anche Zortea ha avuto un piccolo problema ed è tornato ad allenarsi oggi. Probabile che rivedremo qualche centrocampista in quel ruolo, uno tra Gelli, Garritano e lo stesso Brescianini”. Focus sul nuovo arrivo Demba Seck “Credo che abbia tecnica, corsa, capacità di attaccare la profondità. Bravo a ricoprire più ruoli, è un giocatore che preferisce avere spazi di fronte a sé. Anche nella Spal giocava più da 10 che da attaccante esterno. Ci dà la possibilità di cambiare tanto nel tema tattico. Era anche una delle prime scelte, come vi diceva il direttore”.
