(di Cesidio Vano) Un ‘corvo’ volteggia su Alvito. Negli ultimi mesi sono state decine le lettere di denuncia recapitate in Comune, alla Procura della Repubblica ed a vari organi di polizia in cui si rivelano presunte situazione di irregolarità e abusi.
In particolare, le missive sono apocrife, ovvero riportano l’indicazione del sottoscrittore, con l’indicazione di nome e cognome, e finanche della firma, ma si tratta di persone inventate, di nomi che non esistono, omettendo ogni indicazione di recapiti postali o telefonici. Le lettere, tutte scritte al computer, prendono di mira alcune attività commerciali di Alvito, alcuni privati cittadini, ed anche alcuni immobili dati in affitto, riferendo di presunti abusi e irregolarità, sollecitando l’amministrazione pubblica e gli organi investigativi ad intervenire per ripristinare la legalità ritenuta violata. Una situazione che è divenuta nel tempo sempre più pesante e ossessiva, con lettere inviate ripetutamente alle autorità dette, quando le precedenti non sortivano il risultato aspettato, ma che parrebbe aver lasciato comunque l’amministrazione ‘indifferente’ alle denunce del ‘corvo’ poco preso in considerazione. Un ‘corvo’ che nei suoi scritti appare però molto informato di alcuni aspetti e particolari e che rischia di generare tra i privati additati un clima pesante e a tratti esasperato, con sospetti e timori verso questo o quel soggetto. Decine di lettere di denuncia che hanno generato in alcuni casi anche l’intervento delle forze di polizia che hanno riferito alla magistratura. Un clima di pesante ossessione e sospetto che alla fine ha convinto il Sindaco di Alvito, Luciana Martini, a presentare un esposto denuncia alla Procura della repubblica di Cassino e a tutte le forze di polizia che operano sul territorio. Un esposto in cui, facendo riferimento all’attività del ‘corvo’, si chiede agli inquirenti di accertarne l’identità, anche al fine di far cessare il clima di sospetto e malessere che comunque ha colpito chi si è visto nel mirino delle lettere di denuncia, non sempre veritiere, e finalizzate più che ad ottenere il dichiarato “ripristino della legalità”, piuttosto a soddisfare vendette personali e concretizzare antipatie e odi coltivati da tempo. Lettere apocrife, quelle recapitate in Comune, che mettono in evidenza un forte rancore del ‘corvo’ verso specifiche attività commerciali del paese, verso alcuni imprenditori in particolare e verso specifiche famiglie, animate da uno spirito di rivalsa su cui non sarebbe sbagliato concentrare le indagini e finalizzate a costringere gli imprenditori coinvolti alla chiusura delle loro attività. Chi si nasconde dietro quelle finte firme poste a fine di ogni lettera? Dopo la denuncia depositata in Procura, la soluzione potrebbe essere dietro l’angolo. Del resto, i ‘serial killer’ si svelano quando ostinatamente continuano a ripetere i loro delitti. A un ‘corvo’ basta perdere una sola penna per essere acchiappato, e finire poi completamente spennanto.
