Alvito – Revoca dell’assessore Cervi: l’opposizione chiede chiarezza al Sindaco, mentre in rete spuntano lettere e documenti

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) La revoca dalla Giunta comunale di Alvito dell’assessore Carmine Cervi, esponente di Fdi, disposta dal sindaco Luciana Martini sabato scorso (leggi qui: https://www.tg24.info/alvito-il-sindaco-martini-revoca-lassessore-carmine-cervi-venuto-meno-il-rapporto-di-fiducia-e-collaborazione/), ha destato un forte sorpresa e molti interrogativi in paese. In tanti si chiedono cosa ci sia dietro la rottura tra il primo cittadino e il consigliere comunale, che ha raccolto il maggior consenso personale nella tornata elettorale del 2021.

Sull’argomento è intervenuto anche il gruppo di minoranza “Alvito Bello” che si augura che il primo cittadino fornisca maggiori chiarimenti e motivazioni più precise in occasione del prossimo consiglio comunale, quando il sindaco dovrà formalmente comunicare all’Assemblea la scelta di estromettere Cervi dall’esecutivo (e con ogni probabilità anche il nome del nuovo componente della Giunta). In una nota diffusa tramite i canali social, da Alvito Bello scrivono: “Per la prima volta nella storia politica di Alvito (almeno negli ultimi trent’anni), un assessore viene estromesso dalla giunta. Questo atto rivela una chiara frattura all’interno della maggioranza. Le parole che usa il sindaco nel decreto di revoca (“comportamenti di non fattiva collaborazione ripetutamente assunti dall’assessore”) ci appaiono a dir poco generiche. Infatti, al prossimo consiglio comunale, ci aspettiamo motivazioni più precise e dettagliate in merito. Anche perché la decisione di non lasciare il seggio da consigliere – presa da Carmine Cervi nell’ottobre 2021, subito dopo la nomina ad assessore – non sembra una motivazione tanto convincente al punto da revocare un assessorato dopo oltre due anni”. Da parte sua, l’ex assessore comunale – che resta in carica come consigliere – ha attirato l’attenzione di molti, pubblicando nelle storie di Facebook alcuni documenti che – con il richiamo ai suoi ‘-174’ voti dalla lista Albetum – parrebbero collegati alla vicenda della sua estromissione dalla giunta: in un primo momento ha reso nota la determina con cui il Comune ha acquistato, per una spesa di poco inferiore ai 3.000 euro, una nuova fascia tricolore per il sindaco e un nuovo gonfalone comunale, accompagnata dalla foto del primo cittadino che con quelle nuove insegne ha partecipato all’inaugurazione di un’attività commerciale; in un secondo momento ha pubblicato una propria lettera, inviata a sindaco, segretario comunale e tutti i responsabili dei vari settori del Comune, nella quale lamentava che non gli venivano comunicati atti relativi alle sue deleghe assessorili e che “nel corso degli anni – scrive Cervi – sono stati adottati atti regolamentari in materie rientranti nelle proprie deleghe, che a parere dello scrivente forse andavano sottoposti durante la loro stesura quantomeno ad una lettura/parere dell’assessore di riferimento”; inoltre, sempre l’ex assessore Cervi ha lamentato di non esser stato invitato a riunioni o inserito in gruppi whatsapp tra amministratori dedicati a materie a lui delegate; ancora: Cervi lamenta la convocazione ‘ad horas’ della giunta comunale, senza che se ne conoscesse per tempo gli argomenti da trattare né si potessero visionare i relativi atti. Una situazione tale – quella descritta da Cervi e durata, come lo stesso riferisce, per ‘anni’ -, davanti alla quale, molti altri politici e amministratori si sarebbero dimessi per tempo, denunciando subito tutto quello che non andava. Ma ad Alvito difficilmente le cose vanno come logica politica vorrebbe. Le ‘rivelazioni’ dell’ex assessore, ad ogni modo, consentono oggi all’opposizione di affermare che “i segnali lanciati dall’avvocato Cervi nelle ultime ore lasciano intendere che vi sia ben altro dietro questa scelta (di cacciarlo dalla giunta, nda). Inoltre, in paese si nota sempre più un certo “fermento” da parte di alcuni ex amministratori che alle ultime elezioni comunali avevano deciso di sostenere la lista Albetum pur con qualche malumore. D’altra parte, avevamo sempre contestato alla lista a noi avversa la mancanza di una visione comune. In una fase difficile dal punto di vista amministrativo (numerosi contenziosi in corso, lavori pubblici bloccati, finanziamenti a rischio), spaccature e tensioni certo non aiutano chi ha l’onere di governare il nostro comune”.
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