Accusata di estorsione, la parte offesa rimette la querela per la povertà della signora

Marina Mingarelli
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Non voleva arrivare ad estorcere del denaro al suo datore di lavoro. Ma lei, una collaboratrice domestica poco più che cinquantenne, aveva bisogno di soldi per poter sbarcare il lunario a fare mangiare i propri figli.

Sola e senza nemmeno un marito che potesse aiutarla economicamente, (il coniuge dopo un tracollo finanziario se ne era andato via di casa) si era sentita persa. Cosi quando si è vista rifiutare quei novanta euro dal professionista dove lavorava ad ore ha sentito montare la rabbia. Questo il motivo per il quale armata di coltello si era presentata davanti al suo datore di lavoro minacciandolo di morte se non le dava quei 90 euro. Ma non è tutto, la donna aveva anche denunciato di distruggere il portone di casa e le suppellettili che si trovavano nelle stanze. Fortunatamente quel progetto delinquenziale non era andato in porto. L’uomo, parte offesa di questa vicenda, prima le aveva consegnato quei soldi e poi l’aveva denunciata per estorsione. A conclusione delle indagini l’imputata, rappresentata dall’avvocato Antonio Perlini , è finita sotto processo. Ma alla base di tutto c’era la miseria, c’era tanta povertà . Il professionista, parte offesa in questa vicenda, dopo aver ascoltato la collaboratrice domestica ed avendo capito le motivazioni che l’avevano portata ad agire in quel modo, ha deciso di rimettere la querela. Mar. Ming.
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