Elezioni Cassino – Incontri serrati nel centrodestra ma la matassa non si scioglie

Dario Facci
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(di Dario Facci) Le cronache narrano di incontri più o meno ufficiali e riunioni più o meno utili nell’alveo del sempre più complicato mondo del centrodestra cassinate. L’obiettivo, in fondo a un tunnel tortuoso, resta quello di presentarsi con un candidato di coalizione: una coalizione composta da partiti tradizionali e civiche. Altrimenti la partita è praticamente persa.

Le medesime cronache però continuano a raccontare anche di un aggrovigliarsi della situazione. Nata piuttosto male, va detto, nel momento in cui il tavolo del centrodestra ricomposto dal commissario di Fratelli d’Italia Fabio Tagliaferri non è riuscito a mettersi d’accordo praticamente su niente. A dividere non è stato il nome di un possibile candidato ma il metodo di scelta del medesimo. Da allora ad oggi, quando invece il sindaco uscente Salera ha praticamente già chiuso la coalizione ed è già in pista ad organizzare la campagna elettorale, non è cambiato nulla sul fronte dei suoi avversari, anzi, le cose sono addirittura peggiorate. Attualmente si possono contare cinque pretendenti alla candidatura attraverso il sistema delle elezioni primarie: Giuseppe Sebastianelli, Laura Borraccio, Gianrico Langiano, Giorgio Di Folco e Domenico Natale; quattro rimasti nella conta del candidato proposto da Fratelli d’Italia: Silvestro Golini Petrarcone, Michelina Bevilacqua, Fabio Marino e Angela Abbatecola; i “candidati alla candidatura” che dovrebbero proporre gli altri partiti della coalizione di centrodestra, cioè Forza Italia e Lega, dei quali ancora non si hanno notizie di alcun tipo. Forse non esistono. Inoltre va sottolineato un fatto davvero serio: i due candidati di Fratelli d’Italia più accreditati, i due avvocati Giuseppe Di Mascio e Alberto Borrea, si sono ritirati. Probabilmente il passo indietro del secondo è dipeso da quello del primo, il quale ha scritto una laconica letterina a Tagliaferri nella quale, semplicemente, spiegava di non vedere più la sussistenza delle condizioni per la sua candidatura. Senza spiegare il perché. Per il prossimo 28 gennaio sono previste del Primarie per la Città, quelle indette dai cosiddetti civici di centrodestra. Avevano dato dieci giorni di tempo ai partiti tradizionali per entrare a far parte della lizza con i loro candidati, cosa che non è accaduta pare anche con animi piuttosto agitati da parte del commissario di FdI nel corso dell’ultima riunione. Insomma una frattura che non si rimargina anche se nei presupposti di quelle primarie, cosa piuttosto singolare e pericolosa per gli strascichi che potrebbe avere perché gli elettori potrebbero sentirsi traditi, persiste l’obiettivo di un accordo con i partiti tradizionali anche dopo il risultato delle primarie. Se dovesse accadere che l’eletto nelle primarie facesse un passo indietro sarebbe la prima volta del ritiro di un vincitore.
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