Editoriale – Quando la distanza tra il cittadino e la politica impone una riflessione

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Quando qualcuno mi chiede perchè ho scelto di fare questo lavoro rispondo sempre con assoluta sincerità. Volevo aiutare le persone, i cittadini in difficoltà, quelli che non hanno voce e che si trovano a dover fare i conti con una politica spesso sorda e con delle istituzioni che sembrano disinteressate. E’ il senso di giustizia e di attenzione ai problemi delle persone, che sono – entrambe – una parte importante della concezione che ho del mio mestiere. Lo pensavo venti anni fa quando ho iniziato a scrivere per professione e lo penso oggi. Così, dopo aver letto una lettera a firma di un cittadino sorano, ne do notizia con l’intento di aiutare non solo il singolo ma chiunque – sono tanti – si trovi nella stessa situazione. Chi amministra la cosa pubblica – chiamato qui in causa – ha il dovere di perseguire il pubblico interesse e di fissare le questioni più importanti in cima alla propria agenda. Non servono grandi progetti. Oggi più che mai i cittadini hanno bisogno di concretezza, anche di piccoli provvedimenti che però davvero aiutino a vivere degnamente. Il tema è ampio ma qui mi limito a trattare la questione sollevata dal cittadino sorano che ha scritto una lettera indirizzata a due enti più prossimi.

Questa la lettera: <<Scusatemi ma sono stanco! Ma questo mio pensiero rabbioso lo devo divulgare! E’ rivolto direttamente al Comune e alla Conca di Sora. I problemi economici ci sono sempre stati soprattutto per il cittadino medio, ma ora è diventato tutto troppo! Da dopo il covid-19 c’è stata una scesa di tasse dal Governo ai Comuni passando anche per la Regione. Fatta la premessa, ho ricevuto pagamenti dalla Conca di Sora con un aumento dell’anno precedente ad oggi del 200% con la stessa minima proprietà (casa e piccola corte); mi sono recato in loco per chiedere spiegazioni ma mi è stato detto che è così; di questo 200% è compresa anche la bonifica del fabbricato e della corte, ma posso assicurarvi dal 1991 che abito qui, non ho mai visto pulire un fosso nè tantomeno risolvere il problema degli allagamenti dell’acqua piovana. Ho ricevuto poi per la prima volta dal Comune di Sora il pagamento dell’Imu per terreno edificabile: spiego che su questo terreno edificabile è esistente l’attuale abitazione che comprendere piano terra senza rifinire e primo piano casa abitativa quindi esente da Imu (per prima casa). Mi sono recato in loco e mi è stato detto che sono stato fortunato in quanto fino ad ora non è stata fatta questa ricerca per accertamenti (in quanto arriverà a breve a più di qualcuno). A questo punto mi chiedo ma la prima casa fluttua in aria? La mora dei 5 anni dietro chi la paga visto che non mi è stato comunicato nell’anno in cui doveva essere pagata (parliamo 2018). Da premettere che sono pensionato ed ho un Isee basso, ho una rata del mutuo a tasso variabile che al momento ritengo sia la cosa più giusta da pagare (almeno ne ho usufruito). Finora non ho ricevuto alcun aiuto da parte delle Istituzioni, a parte la Caritas. Mia figlia, studentessa universitaria dalla Regione Lazio, per un piccolo ritardo di pagamento della tassa regionale di euro 156,00, pochi giorni fa le è stato comunicato che c’è una mora di 100 euro da pagare. Ma a quale strozzino ci siamo rivolti? L’unico modo che posso usare per contestare attualmente (non potendo ormai più andare via) è l’astensione familiare al voto elettorale (comunali, regionali e nazionali). Sicuramente i miei problemi non interessano a molti perchè ne hanno altri, ma credo che la mia situazione non sia l’unica in questa città che tende molto ad apparire, ma poi? Un pugno di mosche! P.S.: Per la Tari meglio restare muto!>>. Pressione fiscale, costo della vita, pensioni e stipendi insufficienti. Chi aiuta il cittadino ad affrontare e a superare le difficoltà? Chi gli spiega che magari può avere diritto a delle agevolazioni o a dei contributi? A cosa servono – o quanto sono utili – gli sportelli dedicati al pubblico? Come fa il cittadino che si sente lasciato solo ad avere fiducia nella politica? Troppo spesso si gira la testa dall’altra parte, contribuendo a far perdere il senso di comunità che dovrebbe tendere all’aiuto e alla solidarietà. L’egoismo sociale che lascia indietro i più deboli non può funzionare. E’ una questione etica e umana sulla quale tutti dovrebbero avviare una riflessione seria partendo dalle istituzioni. In Ciociaria c’è chi prova a fare qualcosa ma l’interesse della politica è insufficiente, o si manifesta solo a ridosso di una scadenza elettorale. Di questo si deve discutere e ragionare, non per fare esercizio di retorica ma per riempire di sostanza il proprio ruolo. Amministratore, funzionario, cittadino consapevole.
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