Sora – Inaugurata la panchina rossa, simbolo della lotta al femminicidio

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La città di Sora, in un luogo di passaggio quale viale Simoncelli ospita da alcuni giorni una panchina rossa simbolo della lotta al femminicidio.

Così le alunne e gli alunni delle classi quinte della scuola primaria Arduino Carbone del primo istituto comprensivo di Sora: “Siamo onorati di averla voluta, dipinta con le nostre mani, così come siamo orgogliosi di poterla mostrare come un messaggio potente e deciso. Una panchina rappresenta un luogo di socialità, di relazioni affettive, di amore. Dipinta di rosso, la panchina veicola il rifiuto di ogni forma di violenza inferta alle donne. Una delle ultime vicende, quella di Giulia, ci ha colpiti profondamente perché Giulia era molto giovane e piena di vita e di progetti, perché tutti abbiamo sperato che potesse tornare a casa dai suoi affetti. Giulia non ha fatto ritorno a casa, l’uomo che diceva di amarla le ha tolto la vita, così come purtroppo accade alle tante vittime di femminicidio. Noi ragazzi ci siamo interrogati a lungo, abbiamo discusso con i nostri genitori e con i nostri insegnanti. Crediamo che non bastino i minuti di silenzio per cancellare la violenza dalla nostra società, vogliamo che si faccia rumore e poiché non basta una giornata dedicata al tema della violenza sulle donne vogliamo che se ne parli ogni giorno, come afferma il nostro hastag #nonsoloil25novembre. Dopo aver inaugurato questa panchina, noi ragazzi assumiamo un impegno che è quasi un giuramento: noi ragazzi saremo degli uomini gentili, capaci di amare in maniera sana le donne della nostra vita, escludendo ogni comportamento violento come soluzione di un litigio o come risposta a un rifiuto. Noi ragazze ci impegneremo a diventare delle donne forti ma anche in grado di chiedere aiuto quando le situazioni diventano troppo difficili per essere affrontate in solitudine. La condivisione, si impara a scuola, ci rende tutti più forti, e questo vale sempre, soprattutto in condizioni di pericolo. Sulla targa compare il numero anti violenza, il 1522, vogliamo che tutti lo conoscano e abbiano il coraggio di fare ricorso alla denuncia e alla richiesta di aiuto”. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta alla presenza di autorità civili e religiose, di famiglie, sindaco, dirigente scolastica, docenti e studenti.
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