(di Cesidio Vano) Assieme a Toscana e Valle D’Aosta, il Lazio è tra le regioni che nel 2023 ha fatto registrare infortuni sul lavoro. Lo certificano i dati diffusi dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering. Da gennaio a novembre 2023, infatti, in tutta Italia ci sono state 968 vittime sul lavoro, di queste 745 in occasione di lavoro (+3,2% rispetto a novembre 2022) e 223 in itinere (-21,5% rispetto a novembre 2022). Va ancora alla Lombardia la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (123). Seguono: Campania (70), Veneto (69), Emilia Romagna (64), Piemonte (60), Puglia (57), Lazio (54), Sicilia (47), Toscana (31), Abruzzo (29), Umbria (21), Calabria (20), Marche (19), Friuli Venezia Giulia (18), Liguria (17), Sardegna (16), Trentino Alto Adige (14), Basilicata (10), Molise (5) e Valle d’Aosta (1).
“I numeri – ha spiegato Mauro Rossato, residente dell’Osservatorio – parlano di una leggera diminuzione degli infortuni mortali rispetto al 2022, ma in effetti a diminuire del 21,5% sono gli infortuni mortali in itinere, mentre crescono ancora del 3,2% gli infortuni mortali registrati in occasione di lavoro”. Rossato richiama inoltre l’attenzione “sui dati relativi ai lavoratori stranieri: una categoria ‘fragile’ con un’incidenza infortunistica ben superiore alla media nazionale, in ragione spesso di una non adeguata formazione sulla sicurezza”. Il settore delle Costruzioni è quello che continua a registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro (dati da gennaio a novembre 2023): sono 139. È seguito dal settore dei Trasporti e Magazzinaggio (97), dalle Attività Manifatturiere (96) e dal Commercio (61). La fascia d’età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (272 su un totale di 745).Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro da gennaio a novembre 2023 sono 47, mentre 28 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 142, mentre sono 38 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere. Il mercoledì risulta il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nei primi undici mesi dell’anno (20,2%). L’osservatorio ha anche stilato una classifica delle regioni, assegnandole a una zona rossa, una gialla e una bianca, in base all’incidenza del numero di infortuni rispetto alla media nazionale (Indice incidenza medio, pari a 32,3 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori). In zona rossa (ovvero con un’incidenza superiore al 25% della media nazionale) sono state classificate le regioni: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Molise, Puglia e Campania. In zona arancione sono finite: Calabria, Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. In zona gialla: Veneto, Emilia Romagna, Marche, Sardegna, Lombardia, Trentino Alto Adige e Liguria. In zona bianca: Lazio, Toscana e Valle D’Aosta. L’Osservatorio ha anche stimato il rischio di subire un infortunio sul lavoro in funzione dell’età, facendo emergere che a maggior rischio sono proprio i lavoratori più anziani. Per chi ha un’età tra i 15 e i 24 anni, però, il rischio di morire sul lavoro è superiore rispetto ai colleghi che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (25,3 infortuni mortali ogni milione di occupati contro i 15,7). L’incidenza più elevata però resta quella relativa alla fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (132,5), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (56,5).
