(di Alessandro Iacobelli) “Luca Vialli, Luca Vialli, Luca Viali alé alé… noi ti amiamo e ti adoriamo, tu sei meglio di Pelé”. Un anno, sì è passato un anno dalla scomparsa dell’ex attaccante di Cremonese, Sampdoria, Juventus, Chelsea e della Nazionale italiana.

La malinconia non cessa. La resilienza ha accompagnato gli attimi più duri dell’esistenza davvero troppo corta (soli 58 anni) di Gianluca. Un marito, un padre, un amico, un compagno di squadra, un collega… un uomo che ha lottato senza risparmiarsi fino all’ultimo.
Il suo sorriso, le sue esultanze, la sua allegria mai banale ed estremamente contagiosa. No, non doveva finire così. Accettare il destino cinico e baro della malattia è impresa ardua. Ci restano i ricordi e quel toccante coro della curva sampdoriana da pelle d’oca ad ogni sistematico ascolto.
Nei campi del cielo immaginiamo le punizioni e i lanci di Sinisa Mihajlovic impreziositi dai guizzi da vero bomber di Vialli… una lacrima scende.