(Di Roberta Pugliesi) Disamina sulla situazione epidemiologica attuale nel territorio di Sora e dintorni.
Ci spiega il quadro della situazione il dottor Serafino Pontone Gravaldi, pediatra di Sora e segretario provinciale della Fimp, la federazione italiana dei medici pediatri: “Attualmente assistiamo alla confluenza di diversi virus, soprattutto di tipo respiratorio che riguardano la fascia pediatrica. Sono essenzialmente tre: il virus influenzale, il Covid e il virus respiratorio sinciziale. Proprio quest’ultimo è quello da tenere in maggiore considerazione per quanto riguarda le possibili complicanze che può dare, come polmoniti molto gravi soprattutto nei più piccoli, sotto i due anni di età. È fondamentale che i genitori dei neonati di pochi mesi con febbre alta, difficoltà respiratoria e nell’alimentazione e uno stato soporoso facciano ricoverare immediatamente i propri figli. Sussiste un’incidenza pari al 40% che si verifichino polmoniti. Purtroppo è mancata la consapevolezza da parte dei genitori e forse anche il poco stimolo da parte di noi pediatri nel far effettuare vaccinazioni per l’influenza. Questa mancanza di protezione sta creando questa situazione che almeno per le prossime tre settimane si aggraverà ulteriormente. I VACCINI PER L’INFLUENZA Per quanto riguarda l’influenza abbiamo a disposizione ancora dei vaccini, che sono per via nasale, spray, che creano, dopo la prima dose, un’immunità pari al 60%. Si somministra successivamente la seconda dose nei bambini che non sono stati vaccinati negli anni precedenti e si raggiunge un immunocompetenza molto alta pari anche all’80%. Ma anche con una sola dose in caso di infezione, l’influenza sarà comunque molto più lieve. COME SI MANIFESTA L’influenza si manifesta in maniera repentina con febbre molto alta, che arriva fino a 39-40 nei primi tre giorni, con spossatezza, tosse e rinite. In alcuni casi, come nei bambini più piccoli, si può associare a diarrea e vomito. Per quanto riguarda invece le infezioni da COVID personalmente posso dire che, dei casi che mi sono stati sottoposti, si tratta di infezioni molto più lievi rispetto al passato con una febbre più bassa che raggiunge i 38-38,5, con tosse e soprattutto una ostruzione nasale forte proprio perché questa tipologia di virus si moltiplica a livello delle mucose nasali. Presente anche spossatezza. Questa tipologia di COVID lascia molta astenia, anche per lunghi periodi. In caso di tampone positivo da streptococco iniziare con terapia antibiotica per 7 giorni e dopo 48 ore di terapia il bambino può frequentare i coetanei perché non più contagioso. QUANDO PREOCCUPARSI Non bisogna aver paura dell’influenza. Una febbre molto alta non è un indicatore della gravità della malattia. Preoccuparsi quando la febbre persiste dopo tre giorni, se c’è una difficoltà nella respirazione (con atti respiratori molto frequenti). Sono fattori che potrebbero sottintendere una polmonite o un’infezione batterica. Ci sono ancora casi di tonsillite streptococcica che si manifesta con febbre, mal di gola e cefalea. La tosse ed il catarro sono tipiche delle forme influenzali o simil influenzali. I CONSIGLI Occorre tenere i bimbi a riposo, idratarli molto, è più importante bere che mangiare. Preferire il latte che è un alimento completo a cibi grassi, pasti più solidi o calorici. Si prospetta un periodo molto duro per quanto riguarda l’attività ambulatoriale. Un invito a me stesso e a tutti i colleghi pediatri ad essere il più possibile disponibili e presenti fornendo le giuste raccomandazioni alle famiglie. Cerchiamo, per i bambini nella fascia di età tra i due e di sette anni, di vaccinare per l’influenza anche solo con una prima dose.
