Danni da fauna selvatica sempre più consistenti: è necessario incrementare il fondo per i risarcimenti (soprattutto quelli alle aziende agricole e zootecniche coinvolte) e ampliare la sperimentazione già avviata per la prevenzione dei danni. È questo, in sintesi, quanto la consigliera regionale di Italia Viva, Marietta Tidei, ha chiesto alla Giunta regionale tramite una mozione depositata alla Pisana.
Nel documento sottoscritto dall’esponente di minoranza, si fa presente la situazione esistente nel Lazio e relativa in primis alla presenza del lupo, animale che “sicuramente necessita di tutela in quanto si tratta di un predatore il quale, collocandosi in cima alla catena alimentare, garantisce un ecosistema in equilibrio e ricco di biodiversità”. Nella nostra regione, infatti, il lupo risulta presente non solo nell’Appennino ma anche nella Tuscia, sui Monti Lepini, sugli Aurunci, addirittura nella zona dei Castelli e nella campagna romana a nord e a ovest di Roma e la sua libera presenza sul territorio “lo porta ad avvicinarsi ai luoghi dove è possibile procurarsi il mangiare, oltre a costituire un potenziale pericolo per l’uomo genera, altresì, evidenti danni economici specie agli allevatori che vengono colpiti”. La consigliera ricorda e richiama quindi la normativa nazionale e regionale in materia ed evidenzia come la Regione Lazio “nella precedente legislatura, ha provveduto ad adottare, con la deliberazione 690/2019, ‘gli obiettivi generali e linee prioritarie di intervento per la conservazione del lupo nel Lazio e per la coesistenza con le attività zootecniche’”. Tale deliberazione prevede, per gli anni 2019-2021, “mediante una sinergia tra la Direzione Capitale Naturale, parchi-aree protette e il Sistema delle aree protette, in raccordo con la Direzione Agricoltura e la direzione Salute e integrazione sociosanitaria per gli aspetti di relativa competenza, una “sperimentazione di modalità ad hoc di prevenzione dei danni in aziende selezionate nelle aree naturali protette regionali e nei siti Natura 2000 e monitoraggio dei risultati a breve e medio termine” con l’obiettivo di “creare casi virtuosi che diventino modelli di riferimento nel mondo della zootecnica regionale e vettori di conoscenza sulla coesistenza con i predatori”. La consigliera Tidei suggerisce quindi di riproporre una sperimentazione analoga con l’inserimento di alcune aziende ricadenti al di fuori delle aree naturali protette “prevedendo, a tal fine, un coinvolgimento degli Ambiti territoriali di Caccia (ATC) mediante la stipula di apposita convenzione che ne determini i relativi compiti”. Il tutto anche in considerazione del fatto che i danni provocati dalle specie animali da proteggere, come il lupo ed altri grandi animali carnivori, sono particolarmente gravosi per il settore agricolo e degli allevamenti e le imprese agricole e zootecniche presenti sul territorio regionale costituiscono un volano fondamentale per lo sviluppo economico della nostra regione ma, nonostante le previsioni normative “il sistema degli indennizzi previsti per gli allevatori per i danni causati da fauna selvatica, ricomprendendo in essa sia lupi che cinghiali – sottolinea la consigliera -, non sembrerebbero aver prodotto, risultati ottimali a causa dell’insufficienza delle risorse disponibili a fronte delle richieste avanzate”. Per questi motivi l’esponente di Italia viva chiede al Consiglio regionale di impegnare l’assessore competente: “ad individuare, nell’ambito della prossima legge di stabilità, uno stanziamento di risorse più elevato al fine di soddisfare, attraverso i bandi pubblici, il maggior numero possibile di richieste di risarcimento danni provocato da fauna selvatica nel rispetto dei criteri e delle modalità previste dalla legge; e a valutare la possibilità di ampliare la fase di sperimentazione già avviata dalla Regione, prevedendo, mediante la stipula di apposita convenzione che ne determini i compiti, il coinvolgimento degli Ambiti territoriali di Caccia (ATC) con riguardo anche alle aziende agricole ricadenti al di fuori delle aree naturali protette”. Cesidio Vano
