Baby consigli più ‘giovani’ ma con meno risorse. Le modifiche apportate dalla Giunta regionale del Lazio alle procedure per incentivare l’istituzione e sostenere il funzionamento dei “Consigli comunali, municipali o sovracomunali dei Giovani, delle Ragazze e Ragazzi e delle Bambine e Bambini” previsti da una legge regionale del 2007, non piacciono all’opposizione che li ritiene al contrario disincentivanti, ostruttivi e anche in contrasto con la normativa nazionale.
A sollevare il caso è la consigliera regionale del Pd, Eleonora Mattia, che ha depositato un’interrogazione in Consiglio regionale affinché il governatore Francesco Rocca faccia chiarezza sulla vicenda. È infatti accaduto che lo scorso mese di ottobre la Giunta regionale con la delibera 655/2023 abbia revocato il precedente atto tramite cui erano fissati, dal 2020, i criteri per incentivare e finanziare i consigli dei giovani nel Lazio. L’Esecutivo ha quindi approvato una nuova delibera che però ha introdotto alcune modifiche e limitazioni. Una prima differenza rispetto al passato è che l’età massima per partecipare al consiglio dei giovani è stata ridotta da 25 a 18 anni; inoltre, a fronte di uno stanziamento – disposto tramite avviso pubblico – di risorse per 150.000 euro destinate a tali istituzioni, solo il 30% di tale cifra è finalizzato a sostenere il funzionamento dei consigli esistenti, mentre il 70% della somma servirà invece a promuovere la costituzione di nuovi baby consigli. Scelte che la Giunta Rocca ha giustificato con la finalità di “favorire una maggiore diffusione degli strumenti di partecipazione istituzionale delle giovani generazioni alla vita politica e amministrativa locale, di procedere alla semplificazione delle procedure connesse all’erogazione dei contributi con l’approvazione della nuova disciplina relativa alla concessione dei contributi, a decorrere dall’annualità 2023”. Un punto di vista che l’esponente del Partito democratico contesta in toto: “l’esclusione dei giovani tra i 19 ai 25 anni dai Consigli comunali, municipali o sovracomunali dei Giovani non risulta in linea con la normativa nazionale – dice l’onorevole Mattia -, che consente la partecipazione al Consiglio nazionale dei Giovani addirittura ai giovani fino ai trentacinque anni di età, così come la Regione Friuli Venezia-Giulia, mentre ad esempio la Sicilia vi comprende i giovani tra i 16 e i 25 anni”; inoltre osserva che con “solo il 30% dei 150.000 euro stanziati, pari a 45.000 euro, destinati per la gestione ed il rinnovo dei Consigli dei Giovani già esistenti” – considerando un finanziamento di 5.000 euro per ciascun Consiglio – si rischia di poterne rifinanziare al massimo 9. Per Mattia sia l’esclusione dei giovani tra i 19 ai 25 anni dai baby Consigli, sia il rifinanziamento di soli 9 di essi “siano in palese contrasto” con la dichiarata finalità di voler “favorire una maggiore diffusione degli strumenti di partecipazione istituzionale delle giovani generazioni alla vita politica e amministrativa locale”, oltre a poter dare l’impressione di un tentativo di “spoil system” attuato privilegiando i Consigli dei Giovani di nuova istituzione a discapito di quelli esistenti. Per questo la consigliera del Pd ha chiesto a Rocca e all’assessore competente di spiegare se: “ritengano opportuno procedere alla modifica della D.G.R. 655/2023 e dell’Avviso pubblico approvato con D.D. n. G15907/2023, al fine di ripristinare la possibilità di candidarsi ai Consigli dei Giovani per i giovani dai 14 ai 25 anni e di sostenere il rifinanziamento dei Consigli dei Giovani attualmente esistenti”. Cesidio Vano
