Elezioni Provinciali archiviate, anzi no.
Come accade sempre le recriminazioni dopo il voto ponderato, nelle mani della politica e non dei cittadini, sono automatiche. Pletore di vedovelle sedotte e abbandonate da questo o quel plenipotenziario o gregario o cialtrone, frignano e strepitano, come se non sapessero che la strada per Palazzo Jacobucci è lastricata di accordi sottobanco e tradimenti. Soprattutto a lagnarsi sono i tanti Churchill (alcuni Roosvelt anche) pieni dell’illusione individualista figlia del populismo civico. Questi si ergono sistematicamente a un ruolo che ormai non si nega a nessuno: il “malpancista”. Cioè colui il quale, forte del suo voto ottenuto in una lista dal nome qualsiasi, pensa di poter fare la storia, se non della sua città almeno del suo quartiere se non del suo palazzo, prendendosela col Sindaco o con il leader dell’opposizione consiliare, spesso incolpevoli. Una grave jattura per la povera cittadinanza che deve assistere attonita a spettacoli indegni non solo di una società civile ma offensivi pur di modeste intelligenze. La speranza è che alle prossime comunali si faccia piazza pulita di rappresentanze politiche tanto scadenti nei comuni. I VERI PROTAGONISTI La lettura delle Provinciali di venerdì scorso, in verità, è addirittura banale. Com’è ovvio quando a comandare è il potere politico (e le Provinciali sono state regalate da Delrio al potere politico) a dirigere le manovre sono, appunto, i potenti. In questa tornata i nomi sono soprattutto: L’On. Ottaviani, Di Stefano, l’On. Ruspandini e Francesco De Angelis. In subordine ma con ruoli decisivi: Ciacciarelli, Abbruzzese, Mastrangeli, Salera, Buschini (che continua ad avere un suo seguito) e Fabio De Angelis (il presidente di Saf e Apef, già vice presidente e assessore provinciale ai tempi del voto ai cittadini, quello vero). IL CASO QUADRINI Determinante per il ritorno di Forza Italia in Consiglio Provinciale la presenza di Gianluca Quadrini. Lavoratore infaticabile batte ogni angolo della provincia di Frosinone ogni giorno dell’anno ed è diventato, negli ultimi anni, favorito anche dalla libertà di azione a tutto campo concessa dal presidente Di Stefano, il principe delle preferenze dei piccoli comuni. Quadrini, fuoriclasse del voto ponderato, è stato sempre eletto da quando concorre per le Provinciali (anche col voto popolare). Il seggio che tutti contano in meno per la Lega (passata a due seggi) è in realtà il suo che la scorsa volta aveva concorso, appunto, per il Carroccio. Se avesse concorso, che so, per Alleanza Galattica, oggi Alleanza Galattica avrebbe un seggio a palazzo Jacobucci. OTTAVIANI & CO. L’On. Nicola Ottaviani, è diventato un parlamentare importante. Tra i più in vista del suo partito a livello nazionale. Più che naturale che continui a dirigere i giochi, insieme all’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, a Mario Abbruzzese (in pista per le prossime Europee con buone possibilità) e al sindaco del capoluogo Mastrangeli, con una visione che superi il piccolo cabotaggio della rappresentanza comunale. Fa benissimo, come da antica scuola (la sua era democristiana) a porre le basi per la costruzione di una classe dirigente territoriale senza dar retta ai problemi gastrici di questo o quel consigliere. La Lega ha puntato sulla conferma di Andrea Amata, un politico di notevole esperienza e preparazione non solo un fedelissimo del leader. Garantito anche il ritorno di un giovane che ha dimostrato qualità e impegno come Luca Zaccari. La Lega della provincia di Frosinone ha compiuto delle scelte logiche e le ha portate a compimento. L’ordine nella gestione e nella formazione dei quadri (concetto purtroppo disperso) è una garanzia per tutti, anche per coloro che devono attendere il loro turno, che esista una logica di partito e non una guerra tra bande. FRATELLI D’ITALIA CONFERMA LA CRESCITA Non era difficile pronosticare una crescita di Fratelli d’Italia in questa tornata per le Provinciali. L’On. Ruspandini ha confermato la sua leadership provinciale vincendo un congresso e dimostrando di avere in mano il polso della situazione con il governo del voto ponderato. Il risultato clamoroso del consigliere Alessandro Cardinali, eletto come primo, proveniente dal Polo Civico che era spostato a sinistra alle corse Provinciali, mette in luce anche il ruolo di Fabio De Angelis, presidente della Saf ma politico di lungo corso che, com’è noto, portava Cardinali. IL PD VINCE E DISTRUGGE LA SUA STRATEGIA Non ce la fanno proprio a portare avanti una strategia politica di visione. Il Partito Democratico aveva compiuto la scelta di presentare una lista unitaria con gli altri partiti di area per porre la prima pietra alla ricostruzione di un vero centrosinistra. I capibastone del partito però non ce la fanno proprio a superare la smania di successo personale e il risultato è un successo in termini numerici ma un disastro in termini politici. Il Partito Democratico ne ha eletti cinque e tutti suoi. E’ ovvio che subito dopo il risultato elettorale il nascituro progetto di centrosinistra sia stato giudicato già finito dagli alleati e distrutta la creazione del segretario provinciale Luca Fantini. Il presidente Luca Di Stefano, sindaco di Sora, con l’exploit di Mosticone primo degli eletti ha messo in chiaro chi comandi. E’ stata la conferma del potere di Francesco De Angelis che ha confermato i suoi due ma anche di Mauro Buschini la cui vicinanza all’eletto Luigi Vittori non è un mistero. Prova di forza anche del sindaco di Cassino, Salera, che ha tenuto unita la sua maggioranza tranne piccole sbavature dovute al fuoco amico mai domo nel PD ciociaro. Pur molto ridimensionata la componente Pompeo ha dimostrato di essere ancora viva con la conferma al fotofinish di Antonella Di Pucchio. VACANA E IL SOCCORSO DI MARZI La lista Marzi di Frosinone, con i suoi quattro voti al suo consigliere Armandino Papetti, ha consentito alla lista “Provincia in Comune” di raggiungere il quorum e a Luigi Vacana di essere confermato di nuovo a Palazzo Jacobucci. Una scelta politica di distrazione dal Partito Democratico che è difficile vedere come una strategia comune nell’alveo del centrosinistra. Il risultato, secondo logica, è comunque di vedere Vacana come il sesto consigliere di centrosinistra e dunque la garanzia di una totale parità, sei a sei, tre centrodestra e centrosinistra. Dario Facci
