Un Garante dei diritti delle vittime dei reati, come anche l’Europa si è impegnata a promuovere in ogni Stato membro. La Giunta Regione del Lazio ha infatti approvato una proposta di legge – che ora passa al vaglio del consiglio regionale – con cui appunto viene introdotta nell’ordinamento regionale la figura dell’autorità garante dei diritti delle vittime di reato, che si “renda interprete delle istanze delle vittime di reato, ponendosi come un faro istituzionale e imparziale affinché alle stesse siano riconosciute una compiuta tutela, in termini anche di assistenza, nel breve, medio e lungo periodo. Le vittime – spiegano dalla Giunta – devono essere aiutate a superare le difficoltà derivanti dal crimine subìto, poiché, oltre al danno materiale, esse soffrono quasi sempre di un danno morale che il risarcimento economico, solo simbolicamente e spesso in ritardo, ripara nella sua interezza. In particolare, a queste persone è necessario garantire: sostegno emotivo e assistenza diretta; servizio di consulenza legale e psicologica; sostegno durante tutto l’iter giudiziario e nelle fasi successiva alla sentenza. Tale supporto spetta allo Stato, che deve assicurare un’assistenza specifica alle vittime, rispondendo alle loro esigenze fondamentali, attraverso un organo ad hoc che promuova i loro diritti in stretta collaborazione con il Ministero della Giustizia e che garantisca, attraverso una specifica formazione professionale, che le vittime di reato ricevano idonei servizi di assistenza dalle strutture all’uopo esistenti nel territorio nazionale”.
L’assessore regionale alla Sicurezza Urbana, Luisa Regimenti, ha voluto aggiungere che “Il bisogno di sicurezza è un’esigenza particolarmente avvertita nella nostra società, atteso che i fenomeni devianti, singoli e/o collettivi hanno assunto una tale configurazione da ingenerare nell’opinione pubblica una costante paura del crimine ed il timore diffuso di poter essere vittimizzati. La sicurezza percepita, e la risposta sociale conseguente, è pertanto onere a cui una Istituzione regionale, nei limiti delle proprie competenze, non può sottrarsi. Per produrre sicurezza, reale e percepita, è importante una capillare attività di prevenzione e contrasto e la sua pubblicizzazione”. La proposta di legge punta quindi anche a sviluppare politiche di intervento volte a combattere il sentimento di sfiducia, di isolamento e di insicurezza oggi tanto diffuso tra le persone che, in modo diretto o indiretto, sono stati vittime di un crimine. “Al fine di garantire la tutela di cittadini particolarmente indifesi e vulnerabili, appare dunque necessario un intervento legislativo volto a istituire un’autorità Garante dei diritti delle vittime dei reati, guardando anche a quanto l’Unione Europea, nel merito, si è adoperata a promuovere – spiega la relazione che accompagna la proposta della Giunta -. Tra questi provvedimenti normativi, alcuni vincolanti per i Paesi membri, possiamo citare la Direttiva 2004/80/CE sull’indennizzo alle vittime di reati e la Direttiva 2012/29/UE sui loro diritti minimi, obbligandoli ad adeguarsi alla moderna concezione del reato, inteso come violazione dei diritti individuali delle vittime, oltre che come fatto socialmente dannoso, e ad intervenire, conseguentemente, a favore delle stesse, a prescindere dalla loro nazionalità di appartenenza. Da ultimo, ma non importanza, il 24 giugno 2020, la Commissione europea, sulla base della considerazione che le vittime di reato sono ancora impossibilitate a far valere pienamente i loro diritti, a causa di un incompleto recepimento e/o di un’errata attuazione, nei singoli ordinamenti giuridici nazionali, del complesso normativo adottato dall’Unione europea”. Con questa iniziativa legislativa della Giunta si stabiliscono le funzioni del Garante, si introduce la definizione di vittima, si definiscono i compiti del Garante, i criteri di nomina e le cause di incompatibilità, si promuove la collaborazione delle agenzie già attive nel territorio anche attraverso rete multidisciplinare di supporto e tutela delle vittime di reato. Ai fini della più ampia condivisione, la proposta è stata inviata in visione al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma Francesco Lo Voi ed al Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma Paolo Nesta, che l’hanno accolta favorevolmente auspicandone la migliore riuscita e l’inizio di un percorso condiviso sul tema. Cesidio Vano
