Un’opera artistica, nel periodo natalizio, il cui significato è particolare e attualissimo. Il capolavoro dell’artista ferentinate Fabio Altobelli fa sfoggio nella vetrina di un noto negozio di pelletteria (nella foto).
Altobelli spiega così la sua opera pregevole ed emozionante: “È un messaggio d’amore per il mondo, per Giulia e per chi come lei non c’è più. Per ricordare loro. Un messaggio di speranza affinché il rosso non sia solo un colore simbolo di sangue versato ma di passione, emozioni e amore. Il bianco la speranza, la purezza e la luce. Il rosso la passione e l’amore. Il contorno nero, in segno di lutto marca il simbolo del cuore e della parola Love sovrastati dall’odio”. Anche la professoressa Biancamaria Valeri commenta la meraviglia di Altobelli. Il rosso, il cuore, love… si commentano da sé: “Non parlate più. Non voglio parlare più. Griderei, se parlassi. Grido di rabbia, grido di dolore contro la morte, contro l’ingiustizia dell’uomo, contro l’uomo. Tacete! Non parlate più, parole vuote. Non urlate. il grido delle madri straziate, delle spose violate, dell’infanzia dissacrata. Basta odio. Basta furore. Amo l’amore. E la vita desidero”. Emozione dopo emozione. Il cavalletto ligneo che sostiene il capolavoro, messaggio d’amore e speranza, macchiato di vecchie e indelebili gocce di colori, come lacrime… appartiene a Vincenzo Ludovici, artista indimenticato e compianto, ferentinate doc, come Altobelli ed altri maestri d’arte che sanno dispensare emozioni. a.a.
