Tentata violenza sessuale nell’androne di un palazzo a Roma, il giudice respinge i domiciliari per l’aguzzino

Marina Mingarelli
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Resterà in carcere il 28enne che nell’aprile scorso ha tentato di violentare una ragazza di venti anni di Frosinone che si trovava nella capitale. Il giudice del tribunale di Roma ha respinto la richiesta del difensore di poter ottenere gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Una decisione che il magistrato ha maturato dopo che l’avvocato di parte civile Claudio Pizzotti ha presentato le sue memorie. Nello specifico il legale ha sottolineato la pericolosità del soggetto che in pieno giorno aveva tentato di stuprare la sua cliente. A questo da aggiungere che il braccialetto elettronico non poteva costituire un elemento di sicurezza in quanto proprio nell’ottobre scorso un 55enne ha ucciso la moglie con 15 coltellate nonostante avesse ricevuto il divieto di avvicinamento e l’applicazione del braccialetto elettronico. Forte il sospetto che l’uomo possa averlo manomesso per non far suonare l’alert nella caserma più vicina. Alla luce di quanto sostenuto dall’avvocato Pizzotti nelle sue memorie, il giudice ha respinto l’istanza del difensore applicando per il 28enne la detenzione carceraria. Si tratta di una decisione che ha voluto sottolineare il pugno duro da parte della magistratura per quanto riguarda i reati perpetrati ai danni delle vittime di maltrattamenti e violenza sessuale. Mar. Ming.
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