(di Dario Facci) Confermato alla guida di Fratelli d’Italia della provincia di Frosinone l’On. Massimo Ruspandini. La notizia non è questa, o almeno non è la più importante. L’elezione di Ruspandini era scontata.
Il tiro invece deve essere centrato sul fatto che Fratelli d’Italia della provincia di Frosinone ha celebrato il suo primo congresso. Una pratica quella congressuale che anche nei partiti di destra si sta facendo strada. Persino, forse, pare, sembra, in Forza Italia cioè il famosissimo “partito di plastica” nel quale alla fine di tutte le discussioni il centralismo della decisione aveva neanche un giglio magico ma una sola persona: il fondatore, finanziatore e, in sintesi, padrone del partito. Tornando a Fratelli d’Italia, partito leaderista senza sé e senza ma, l’importanza della fase congressuale deve essere sottolineata. Trattasi, e Ruspandini lo ha sottolineato nel suo discorso, del tentativo di intraprendere un percorso di ricostruzione di una rappresentanza politica territoriale vera, quella che è sostanzialmente scomparsa un po’ ovunque, specie nei piccoli centri, per effetto della liquefazione della politica alimentata soprattutto dall’illusione del passaggio al virtuale. Conoscendo Ruspandini non è difficile credere che tale tentativo sarà effettivo. E’ sempre stato un convinto assertore dell’importanza del radicamento territoriale. Quel che si potrà valutare sarà la possibilità che ciò accada effettivamente. Questo, probabilmente, non dipenderà solo dalla volontà del presidente provinciale ma anche, molto, dalla sua segreteria, cioè da coloro che avranno la responsabilità della fase operativa. Perché assume importanza il congresso di Fratelli d’Italia? Perché attualmente l’unica rete politica realmente esistente in provincia di Frosinone, pur in difficoltà piuttosto serie, è quella del Partito Democratico. Gli altri partiti hanno qualche sede e dei responsabili territoriali ma, diciamolo chiaramente, l’attività non è strutturata e il tutto si regge sulla volontà del rappresentante locale più o meno interessato a mantenere il suo bacino di voti. Potrebbe essere, dunque, un punto di svolta perché anche gli altri partiti, del centrodestra in particolare, se Fratelli d’Italia comincerà a funzionare con delle sedi fisiche aperte e delle attività più capillari sul territorio, saranno costretti ad attrezzarsi veramente. Ritengo che non siano di circostanza, insomma, le parole dell’on. Ruspandini: “La stagione congressuale inaugurata da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia segna una nuova fase nella politica italiana in controtendenza rispetto ad un mondo schiavo delle piattaforme virtuali appena uscito dalla ubriacatura della rete”. La segreteria di Ruspandini è così formata: Fabio Tagliaferri, Gabriele Picano, Antonio Cardillo, Simona Castagna, Alessio Arduini, Riccardo Del Brocco, Massimiliano Bruni, Luana Pellegrini, Michele Meloni, Sara Petrucci, Antonello Iannarilli, Roberto Toti, Andrea Lucidi, Cristiano Papetti.
