Il generale Roberto Vannacci, autore del libro “Il mondo al contrario” sarà ad Anagni mercoledì per presentare il suo scritto. La presenza di Vannacci ha generato diverse polemiche per il contenuto del suo libro.
L’estate scorsa avevano destato scandalo i concetti affermati nel testo. Sicuramente un libro dal contenuto controverso. Anche il Partito Democratico cittadino commenta la presenza del militare con toni piuttosto accesi. “Al generale Roberto Vannacci, è stato concesso un avanzamento di carriera che smentisce nei fatti i provvedimenti disciplinari annunciati dal governo Meloni, campione di affermazioni e immediate smentite. L’ alto ufficiale è stato nominato capo di Stato Maggiore delle Forze terrestri, nomina della quale l’ex parà si sente particolarmente fiero, nonostante le affermazioni di Crosetto, tendenti a sminuire l’importanza del ruolo assegnato al generale. Il provvedimento disciplinare avrebbe dovuto punire le ignobili dichiarazioni contenute nel libro scritto dall’alto ufficiale pieno di odio e discriminazioni verso qualsiasi disuguaglianza contraria ai canoni della destra di ispirazione fascista: dagli orientamenti sessuali, al ruolo delle donne nella società e nella famiglia, dalle differenze di colore della pelle (Paola Egonu), ai migranti colpevoli di non voler morire di fame, affermazioni probabilmente contrarie alla nostra Costituzione. Questo campione del pensiero più reazionario e illiberale, è stato invitato ad Anagni dall’Accademia Bonifaciana di cui è rettore Sante De Angelis, a tenere una conferenza stampa in cui probabilmente presenterà la sua creatura letteraria. [..] la nostra amministrazione comunale ha concesso la Sala della Ragione che sicuramente nel corso della sua lunga storia ha assistito ad eventi ben più esaltanti. I cittadini di Anagni, in questo momento, hanno ben altro a cui pensare: il caro-vita, il costo delle bollette, dei carburanti, l’assistenza sanitaria carente nel nostro territorio, la casa, la sistemazione delle strade da terzo mondo. Non dei discorsi di odio e di discriminazione socio-culturale del generale: un guerriero di cui, in un frangente storico pieno di guerre, in cui lo sguardo del mondo intero è rivolto alla PACE, non abbiamo francamente bisogno”. Anna Ammanniti
