Questa mattina presso l’Auditorium Diocesano ‘San Paolo’ di Frosinone si è tenuta la cerimonia di commemorazione della ‘Strage di Patrica’ avvenuta 45 anni fa, l’8 novembre 1978, in cui persero la vita l’allora Procuratore della Repubblica di Frosinone, il Giudice Fedele Calvosa, il suo autista Luciano Rossi e l’agente della scorta Giuseppe Pagliei. La cerimonia, che si è tenuta alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è stata organizzata dal Procuratore della Repubblica di Frosinone, il dottor Rosario A.L. Guerriero; dal Presidente del Tribunale di Frosinone, il dottor Paolo Sordi e dall’Ordine degli Avvocati di Frosinone presieduto dall’avvocato Vincenzo Galassi. Presente anche la nipote del Giudice ucciso, la professoressa Lucia Calvosa, i figli e i familiari delle vittime dell’attentato, nonché le più alte rappresentanze militari, politiche, civili e religiose del territorio.

Un evento dall’alto valore civile che non a caso ha visto la partecipazione di tanti giovani studenti che così hanno avuto modo di conoscere e comprendere la figura del Procuratore Calvosa, definito dal Presidente Mattarella: “magistrato rigoroso e riservato. “Il procuratore

Calvosa – ha detto il Presidente della Repubblica qualche anno fa durante analoga commemorazione – interpretava l’incarico direttivo rivestito con autentico spirito di servizio, fondando la sua autorevolezza nella sua indiscussa levatura morale. In quegli anni così difficili per il

Paese, l’omicidio di Fedele Calvosa si inseriva in un disegno criminoso volto a sferrare un attacco mortale a uomini considerati pericolosi perché fedeli ai valori della Costituzione”. Concetti ampliamente rinnovati questa mattina dal Ministro Piantedosi, dal Procuratore Guerriero così come pure

dagli altri autorevoli relatori che hanno voluto sottolineare l’impegno e la dedizione del Procuratore Calvosa, definito un modello di rettitudine, di levatura morale, di rigore, di impegno e di operoso silenzio. “La manifestazione di oggi serve a ricordare la figura di

Magistrati che sono dei modelli di riferimento per i giovani che non hanno bisogno di consigli ma di esempi concreti – ha detto il Procuratore Guerriero – Serve a far capire che le visioni estremiste producono mostri”. Il Ministro Piantedosi ha sottolineato l’insegnamento che ci hanno lasciato persone come Calvosa: “ci hanno consegnato una Italia migliore anche con il loro sacrificio ma anche con i tratti caratteristici di quello che è stato il loro impegno e la loro vita – ha detto – Persone autorevoli, non autoritarie; persone che nel silenzio facevano il loro lavoro, un lavoro teso ad affermare i nostri principi di democrazia, di civiltà, di libertà e non di prevaricazione del prossimo quindi non di affermazione della violenza e che ogni discussione debba avvenire secondo i canoni del rispetto per il prossimo”.
TG24 HA SEGUITO LA CERIMONIA DI QUESTA MATTINA. GUARDATE IL NOSTRO SERVIZIO E ASCOLTATE LE PAROLE DEL MINISTRO, DEL PROCURATORE GUERRIERO, DEL QUESTORE, DEL VESCOVO SPREAFICO, DELLA PROFESSORESSA CALVOSA.