SPECIALE – Milan-Frosinone, quel folle 3-3 del 2016 tra sogno e amara realtà

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Quando il Frosinone spaventò la Scala del calcio vestita di rossonero. Quel pomeriggio, primo maggio 2016 per l’esattezza, accaddero molte cose sul manto verde di San Siro. Gol e spettacolo contro un Milan in versione opaca con mister Brocchi al timone. Uscì dal cilindro un 3-3 ancora oggi difficile da spiegare con totale razionalità.

Botta e risposta senza fine. La truppa di Roberto Stellone conserva ancora flebili speranze di acciuffare una salvezza difficilmente pronosticabile nella prima stagione in assoluto del club canarino in Serie A. Ciofani e compagni riuscirono a sfoderare una prova superlativa, viziata solo da alcuni errori individuali in parte decisivi ai fini del risultato. La 36° giornata iniziò col botto. Ciociari in vantaggio con una trama spumeggiante sull’asse Dionisi (colpo di tacco smarcante), Sammarco e Paganini. Il numero 17 sorprese il giovanissimo Donnarumma con un destro rasoterra dal limite. Allo scadere della prima frazione ecco il raddoppio gialloazzurro: punizione velenosa di Kragl con il suo mancino fatato. Incredibile. All’intervallo il Frosinone comdandava 0-2. La ripresa mise in serio pericolo le coronarie delle rispettive tifoserie. Leggendario il penalty, concesso per fallo di mano di Russo, parato da Bardi a Mario Balotelli con Mirko Gori proteso in una epica esultanza stampata sul volto disperato dell’ex Manchester City. Al 50′ il Diavolo riuscì ad accorciare il distacco con un guizzo di Bacca sull’errore dello stesso portiere canarino che non bloccò la sfera sul cross di Abate. Passarono cinque minuti e si materializzò la grande illusione ospite. Dionisi insaccò di nuovo Donnarumma per il tris con un diagonale sinistro imprendibile. Al 74′ pazzesco gol in rovesciata del neo entrato Antonelli per il 2-3. In pieno recupero la beffa: Menez su rigore impattò il risultato sul definitivo 3-3. L’altro precedente non vogliamo nemmeno rimembrarlo (in tanti ricorderanno l’epilogo di quella gara e di quella annata). Oggi al banda Di Francesco è un’altra cosa. Soulé e compagni sfateranno il tabù rossonero? La stoffa non manca di certo ai talenti gialloazzurri.
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