(Di Roberta Pugliesi) Una famiglia di Sora da anni coinvolta in una gravissima vicenda giudiziaria ed umana, che li vede vittime di atti persecutori, ingiurie, diffamazioni e molestie commessi da alcuni parenti che vivono accanto a loro. Fotografati, registrati, disturbati con rumori insopportabili sono solo alcuni dei comportamenti di questi due parenti molesti.
“È un incubo che va avanti da anni – questo non è vivere”, afferma la mamma. La figlia scrive una mail durissima indirizzata alla Procura di Cassino ed alla Questura di Frosinone di cui pubblichiamo alcuni passaggi: “(…) Dove state quando dobbiamo nasconderci e scappare per paura per non farci vedere? Si aspetta solo il 25 novembre per ricordare la violenza sulle donne. (…) Se fossi una vostra nipote, moglie, figlia… Mio padre non indossa una divisa, non indossa una cravatta, tanto meno non è seduto su una poltrona, è semplicemente un operaio che esce alla 5 di mattina per portare il pane a casa come fanno tutti i papà umili. In Italia c’è la legge di pinocchio: e si proprio così, devi subire 12 anni di udienze con un divieto di avvicinamento mai rispettato, e nessuno fa nulla. (…) Sono 12 anni che subiamo udienze, insulti, gesti a sfondo sessuale. Avevamo 8 e 6 anni, io e mia sorella, ora siamo arrivate a 20 e 17 anni, si può crescere nella paura, non è il problema chi siamo e da dove veniamo, il problema caro Stato è che in Italia non ci sono legge severe. Non dite più di fare silenzio nelle scuole, bisogna fare rumore! Basta silenzio!”. Il fratello nel frattempo si è sposato ed è andato a vivere altrove. A nulla sono serviti un ammonimento del Questore ed il divieto di avvicinamento alle persone offese violato più è più volte. Il comportamento continua a provocare, oltre ad un intollerabile turbamento della quiete della famiglia, assistita dall’avvocato Massimiliano Contucci, anche una lesione della integrità psico-fisica della madre, già fortemente afflitta da diverse problematiche di salute, e di una delle figlie femmine. Il pediatra tempo fa certificò persino la sussistenza di «gravi disturbi del comportamento caratterizzati da stato ansioso con attacchi di panico, incubi notturni ed atteggiamento isolazionistico che la porta ad una cattiva relazione con gli altri» consigliando “oltre ad una visita specialistica neuropsichiatrica, un allontanamento dal luogo dove attualmente vive”. Ingiurie, minacce di vario genere, atti persecutori con l’appostamento nei luoghi frequentati, persino a scuola, al supermercato, prevaricazioni perpetrate anche mediante immissioni rumorose con una sega a nastro, una motosega, frullino ed altri strumenti che generano forti rumori. Più volte si è cercato un dialogo per trovare una soluzione ma ne sono derivate solo minacce ed insulti. Nonostante una condanna nel 2019 ed altri provvedimenti le molestie continuano. È pertanto indispensabile un intervento concreto delle autorità preposte.
