Frosinone – Il padre di Romina De Cesare: “Bisogna insegnare ai bambini ad avere rispetto per le donne”

Marina Mingarelli
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Romina De Cesare e Giulia Cecchettin, due ragazze così diverse tra loro ma unite da un destino nefasto, quello di aver incontrato sulla strada un amore malato. Entrambe hanno perso la vita per mano dei loro ex fidanzati, uccise dalla lama di un coltello.

La prima è stata ritrovata cadavere nella sua abitazione del centro storico di Frosinone. Pietro Ialongo l’uomo con il quale la ragazza aveva convissuto per dieci anni le ha inferto 17 coltellate perché lei aveva deciso di lasciarlo. Il cadavere della seconda è stato ritrovato in un dirupo nei pressi del lago di Barcis vicino Pordenone. Il corpo, quasi l’assassino l’avesse considerato spazzatura, era stato ricoperto da due sacchi neri di plastica. Anche lei come Romina aveva deciso di troncare quella relazione tossica, che le stava distruggendo la vita. Anche lei come Romina morirà a causa della sua generosità. Se soltanto la 36enne di Cerro Al Volturno lo avesse sbattuto fuori casa invece di permettere al suo assassino di trovarsi con calma un altro appartamento, chissà, forse oggi sarebbe ancora viva. Così come sarebbe ancora viva Giulia se soltanto avesse rifiutato di recarsi a quell’appuntamento con il suo ex che si diceva disperato e che voleva incontrarla per un’ultima volta. Non sapeva la povera Giulia che sarebbe andata incontro alla morte. “Ci ho pensato tanto anch’io – ha dichiarato Mario De Cesare, il padre di Romina – alla terribile fine che ha fatto la povera Giulia. Sapere della sua morte è stato come rivivere ancora una volta quel grande dolore che ho provato quando mi è stato detto che la mia adorata Romina era stata uccisa”.  Adesso papà Mario con quel dolore ci convive ogni giorno. E quando gli è stato chiesto se avrebbe mai perdonato l’assassino della figlia ha tentennato un poco. “Ci ho pensato molte volte – ha continuato – non so se un giorno avrò la forza di farlo. Adesso sinceramente non ce la faccio, è una ferita troppo grande”. E come dargli torto? Pietro Ialongo, tecnico informatico di 38 anni, si è bagnato le mani del sangue di quella ragazza. “Mai e poi mai – ha continuato papà Mario – avrei immaginato che una persona che conoscevo da quando era un ragazzino, potesse trasformarsi nell’assassino di mia figlia. Pietro era un ragazzo normalissimo, conoscevo molto bene anche la sua famiglia”. Invece quel “gran bravo ragazzo”, proprio come Filippo Turetta, ex di Giulia Cecchettin, la sera del 2 maggio del 2022 ha decretato la morte di Romina, colpendola con ben 17 fendenti. Per fermare questa scia di sangue papà Mario non ha dubbi: “Bisogna insegnare agli uomini fin da piccoli ad avere educazione e rispetto per le donne”. Mar.Ming.
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