Massacrata di botte dal marito, salvata dai medici del pronto soccorso

Marina Mingarelli
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Massacrata di botte dal marito, salvata dai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Frosinone. La donna era arrivata nel nosocomio sanguinante, piena di ecchimosi. Ai medici aveva detto di essere caduta per le scale.

Ma i dottori, sospettando che la paziente non stesse dicendo la verità, hanno fatto scattare la denuncia d’ufficio presso la questura di Frosinone. A quel punto gli investigatori hanno avviato le indagini. La casalinga, che oltre ad un trauma cranico aveva riportato anche delle fratture alle costole, è stata refertata con una prognosi di venti giorni. C’è voluto un poco ma alla fine la casalinga è crollata ed ha confessato che a massacrarla di botte era stato il marito. L’uomo è stato colpito da divieto di avvicinamento alla moglie. Oltre a non poterla avvicinare da una distanza di 200 metri non potrà contattarla telefonicamente o per via telematica. “Proprio in questi giorni – ha dichiarato il dirigente del pronto soccorso Fabrizio Cristofari – stiamo effettuando un corso per tutta l’azienda. Si tratta di un protocollo di intesa che riguarda la violenza sulle donne. Un protocollo che va dall’Accettazione, al Triage fino alla dimissione del paziente. Quando si rileva un quadro sospetto si informa l’autorità giudiziaria. Si tratta di un protocollo realizzato in collaborazione con le autorità costituite che consente di tutelare le vittime che in pieno anonimato possono rivolgersi agli organi preposti. Noi, ovviamente, cerchiamo sempre di convincere le donne a denunciare”. Mar.Ming.
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